Gambe di donna nel cassonetto

Avrebbe confessato durante l’interrogatorio in Questura l’uomo sospettato di aver ucciso e fatto a pezzi la sorella

AGGIORNAMENTO: Avrebbe confessato durante l’interrogatorio in Questura l’uomo sospettato di aver ucciso e fatto a pezzi la sorella gettandola in diversi cassonetti a Roma. Lo si apprende da fonti investigative. L’interrogatorio, durato alcune ore, si sta concludendo.

Ci sarebbero liti per questioni economiche alla base dell’omicidio. I due vivevano insieme in un appartamento di via Guido Reni, sulla strada in cui c’è il cassonetto dove sono state ritrovate parti del corpo della vittima, ed è emerso che spesso litigassero per motivi economici. Sembra che in casa lavorasse solo la donna e che l’uomo facesse spesso richieste di denaro.

Sarebbe stato ripreso da alcune telecamere mentre usciva di casa con un grosso sacco nero e poi, nel cuore della notte, in via Maresciallo Pilsudsky mentre gettava qualcosa nel cassonetto Maurizio Diotallevi, l’uomo fermato per l’omicidio della sorella Nicoletta, fatta a pezzi e gettata in vari cassonetti a Roma. I due vivevano insieme in un appartamento di via Guido Reni, nel quartiere Flaminio, e sembra che spesso litigassero per questioni economiche. Sulla vicenda indagano gli investigatori della squadra mobile di Roma che, in poche ore, hanno rintracciato e portato in Questura l’uomo per essere interrogato.

L’appartamento dove vivevano Nicoletta Diotallevi, la donna fatta a pezzi, ed il fratello Maurizio, si trova nel quartiere Flaminio a Roma, in via Guido Reni.

Il palazzo sorge tra una caserma dell’ esercito e una delle sedi della Questura di Roma, davanti alla scuola superiore di polizia. L’intera area è ampiamente sorvegliata dalle telecamere di sicurezza che hanno immortalato i momenti in cui l’uomo si è disfatto del cadavere della sorella in due diversi cassonetti della zona. Poco più in là ci sono anche il Maxxi, il museo d’arte contemporanea, e il Guido Reni district, galleria d’arte e spazio dedicato ad eventi. Il terzo cassonetto, in cui sono state ritrovate le gambe della donna, si trova a circa un chilometro di distanza, in viale maresciallo Pilsudski, nel quartiere Parioli


 

Due gambe sono state trovate ieri sera in un cassonetto a Roma, in via Maresciallo Pilsudsky nel quartiere Parioli. A scoprirle una nomade mentre rovistava all'interno del secchione. Sul posto la polizia. Dai primissimi riscontri sembra si tratti di gambe di una donna. Secondo quanto si è appreso, il resto del corpo non c'era. A trovarle una nomade mentre rovistava nel cassonetto all'altezza del Galoppatoio, intorno alle 20 di ieri sera. Le gambe sono tagliate all'altezza dell'inguine. 

In Questura è ascoltato il fratello della vittima, un sessantenne italiano, che sarebbe l'uomo ripreso da una telecamera di videosorveglianza mentre gettava qualcosa all'interno del secchione nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Massimo riserbo in procura sullo sviluppo dell'indagine. Non si esclude che l'uomo possa essere affetto da problemi psichici. 

Sarebbero state ritrovate altre parti del corpo della donna: polizia scientifica e agenti della squadra mobile sono in via Guido Reni, non lontano dalla zona dove sono state ritrovate le gambe, e starebbero analizzando alcuni sacchi in cui si trova presumibilmente il resto del corpo della donna.

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