Cassazione: Vittorio Emanuele ha colpa per la morte di Hamer'

Il fatto che i giudici francesi abbiano assolto Vittorio Emanuele di Savoia dall'accusa di omicidio volontario del giovane tedesco Dirk Hamer, "non significa però" che il 'principe' "sia esente da responsabilità sotto ogni altro profilo, giacchè assume pur sempre rilievo" "civilistico ed anche etico" che quella morte "avvenne nel corso di una sparatoria a cui partecipò Savoia, al di fuori di ogni ipotesi di legittima difesa".

Lo dice la Cassazione che ricorda che Savoia intercettato "rese una confessione" sulla vicenda.

Il diritto all'oblio "si deve confrontare col diritto della collettività ad essere informata ed aggiornata sui fatti da cui dipende la formazione dei propri convincimenti, anche quando ne derivi discredito alla persona titolare di quel diritto, sicchè non può dolersi Savoia della riesumazione di un fatto certamente idoneo alla formazione della pubblica opinione", come la morte di Dirk Hamer nel 1978, tanto più che Vittorio Emanuele "è figlio dell'ultimo re d'Italia e, secondo il suo dire, erede al trono".

Confermando l'assoluzione dell'ex direttore di Repubblica Ezio Mauro e di un giornalista dall'accusa di aver diffamato in un articolo del 2007 Vittorio Emanuele di Savoia - il cui ricorso contro i proscioglimenti emessi dalla Corte di Appello di Milano nel 2016 è stato respinto - i supremi giudici esaminano la sparatoria avvenuta all'isola di Cavallo nell'agosto del 1978, a seguito della quale, dopo quattro mesi di calvario, morì il tedesco Dirk Hamer di 19 anni.

"Gli elementi indiziari utilizzati nella sentenza dell'appello (gli accertamenti svolti dalla gendarmeria francese, la soluzione data al caso dalla Corte parigina e le intercettazioni effettuate nel carcere di Potenza) costituiscono, effettivamente, un compendio indiziario più che sufficiente - scrive la Cassazione - a suffragare l'opinione che Savoia sia stato assolto dal reato di omicidio volontario, ma non che sia stata esclusa ogni sua responsabilità nel tragico evento di cui egli porta, invece, un carico di responsabilità".

I supremi giudici rilevano che i colleghi milanesi sono partiti "dalla constatazione, non smentita dalla difesa, che all'isola di Cavallo furono esplosi, nel corso di un tafferuglio o litigio cui partecipò il Savoia, colpi di pistola e di fucile, uno dei quali raggiunse Dirk Hamer". Il verdetto prosegue dicendo che è stato "ritenuto pacifico che alcuni colpi furono esplosi dal Savoia, il quale fu condannato, in conseguenza, per detenzione e porto abusivo di una carabina".

I giudici francesi, si ricorda, hanno escluso "l'atto volontario" ma non è chiaro se l'assoluzione è riferita all'omicidio volontario o anche a quello colposo e il Savoia "si è ben guardato dal produrre" in causa "la sentenza dell'autorità giudiziaria francese e si è ben guardato dal confortare la sua tesi dell' estraneità al fatto, presentandosi a dibattimento e testimoniando sotto giuramento". Dalle intercettazioni di 'Vallettopoli' nel carcere di Potenza - inchiesta del 2006 nella quale Vittorio Emanuele venne arrestato e poi assolto - emerge che il Savoia "confessò di aver sparato più di un colpo di fucile e che uno di essi raggiunse Dirk Hamer, dopo aver attraversato la carena dell'imbarcazione su cui si trovava il malcapitato, oltre a vantarsi di aver 'fregato' i francesi". Praticamente, l'aspirante re, nell'intercettazione "rese una confessione, dopo aver mostrato di conoscere esattamente la dinamica" della vicenda, concludono gli 'ermellini'.

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