Crediti ai Comuni, le Asuc impugnano la legge

Le Asuc sono pronte ad impugnare alla Corte Costituzionale la legge sull’assestamento di bilancio 2015, approvata in Consiglio provinciale qualche settimana fa. In essa viene infatti introdotta una norma - si dice sollecitata espressamente dal Comune di Trento - che, a dire dell’associazione che raggruppa tutte le Amministrazioni dei beni frazionali di uso civico, andrebbe a ledere i loro interessi e il loro ruolo.
Questo perché a quanto pare il Comune ha chiesto una modifica in tal senso al fine di salvarsi da un impiccio.

La recente modifica alla legge 6 del 2005 prevede infatti che restino in capo ai comuni i crediti non ancora riscossi (e i debiti non ancora pagati) «sorti in relazione ad atti giuridici che hanno esaurito il loro effetto prima della cessazione della gestione comunale».
Una specificazione approvata dal Consiglio provinciale su proposta dello stesso presidente della giunta Ugo Rossi e del consigliere del Pd Luca Zeni.

Ma perché nella legge di bilancio è stato inserito un comma che riguarda le Asuc e i loro rapporti con i rispettivi Comuni?
Tutto nasce dal conflitto che ormai da diverso tempo vede contrastarsi Comune di Trento e Asuc di Villamontagna relativo al contratto d’affitto delle cave di Pila con la società Marmi Pila.
Un paio d’anni fa, quando l’Asuc di Villamontagna nacque, scoprì che per diversi anni Palazzo Geremia non aveva riscosso dalla Marmi Pila il canone d’affitto per le cave. Così si attivò con un decreto ingiuntivo chiedendo - tra affitti non pagati e interessi - una cifra attorno agli 80 mila euro. La società fece opposizione e di qui è cominciata una causa. Al tempo il giudice valutò di non chiamare in causa il Comune (che si sentiva il legittimo titolare del credito) e, anzi - in attesa della pronuncia definitiva - concesse la provvisoria esecutorietà del procedimento, intimando alla società di versare quanto dovuto all’Asuc. Se non che, dopo che l’Asuc  ha ottenuto il decreto ingiuntivo, la Marmi Pila aveva concordato con il Comune il pagamento del debito in 60 rate mensili.
Ora, per venire incontro all’amministrazione del capoluogo, la Provincia ha voluto modificare la norma di riferimento decretando che i debiti e i crediti sorti prima della nascita di un’Asuc sono di competenza di chi amministrava in precedenza il bene di uso civico.
Una norma che l’associazione delle Asuc presieduta da Roberto Giovannini contesta con forza. Per questo ha dato mandato all’avvocato di fiducia Mauro Iob di impugnare la legge definendola illegittima.

Non è chiaro come si sia arrivati a questa norma poiché a sentire certi consiglieri di maggioranza questa non sarebbe stata studiata per Villamontagna. Altri dicono invece che si tratta di «Una norma ad hoc per salvare il Comune».
In ogni caso il presidente degli usi civici di Villamontagna Piergiorgio Frachetti contesta la norma e rivela che il sindaco Andreatta ha deciso di entrare nella causa a fianco della Marmi Pila contro l’Asuc chiedendo l’annullamento della provvisoria esecutorietà proprio facendo valere questa norma come interpretativa di quella precedente.


Il giudice ha comunque respinto la richiesta. «Paradossale che un’amministrazione cittadina si schieri a fianco di una società privata debitrice e contro una realtà comunitaria e dunque pubblica come l’Asuc - afferma Frachetti - Ed è pure inconcepibile che si continui a sprecare denaro dei contribuenti trentini per insistere su una causa che, finora, ha sempre visto il Comune soccombere».

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