Stravino, scontro tra auto e moto Impatto violentissimo: due morti

Uno schianto devastante e, in un istante, due giovani vite stroncate. Erano quasi le 20 di ieri quando sulla provinciale che collega Lasino a Stravino s'è scatenato l'inferno. Roberto Sartori, 33 anni, di Trento, infermiere alla Rsa di Povo, in sella alla sua Suzuki 600 ha centrato in pieno la Lancia Y di Marco Fedrigoni, 20 anni, di Arco, che si era appena immesso sulla carreggiata. L'impatto è stato violentissimo, tanto che l'auto è stata ribaltata su un fianco. Uno schianto che non ha lasciato scampo ai due giovani, morti praticamente sul colpo.

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L'INCIDENTE

L'incidente è accaduto ieri sera, una manciata di minuti prima delle venti, in territorio comunale di Lasino. A quell'ora il 20enne Marco Fedrigoni a bordo della Lancia Y stava forse tornando verso casa. La sua auto, che proveniva dalla strada di Lagolo e del Bondone, si è immessa sulla provinciale 84 tra Cavedine e Stravino. Proprio in quel momento, a velocità molto sostenuta, stava sopraggiungendo all'altezza del bivio da Cavedine in direzione di Stravino Roberto Sartori in sella alla sua Suzuki. Anche lui probabilmente tornava a casa, a Trento dove abitava con la compagna Giulia, dopo aver trascorso qualche ora con amici e vecchi colleghi di lavoro presso la Rsa di Cavedine dove lavorava fino a poche settimane fa.
L'impatto tra i due mezzi è stato violentissimo. La moto ha colpito come fosse un missile la Lancia Y sul lato sinistro, sfondando la portiera del guidatore. L'urto è stato talmente devastante che la moto è riuscita a rovesciare su un lato la Lancia terminando poi la sua corsa a parecchi metri di distanza. Ancor più distante, a circa 50 metri, è stato trovato lo zaino del centauro, letteralmente volato nelle campagne circostanti.

CHI ERA MARCO

Marco Fedrigoni era il classico esempio per dimostrare che «l'abito non fa il monaco». E che magari troppo spesso molti di noi si fermano alle apparenze, all'aspetto esteriore, alla stravaganza dei nostri ragazzi che chattano sui social per giudicarli e a volte «condannarli». Marco, vent'anni compiuti il 6 maggio scorso, due sorelle più grandi di lui e un fratello di appena 15 anni, era «la bontà e la disponibilità fatta persona».
Quando la notizia del terribile schianto di Lasino arriva in Busa, cala il gelo della tristezza e dell'incredulità nella prima serata torrida di un'estate ormai alle porte. Diplomato ragioniere all'istituto tecnico «Giacomo Floriani» di Riva esattamente un anno fa, Marco Fedrigoni stava frequentando il corso di laurea in «marketing e organizzazione d'impresa» all'Università di Reggio Emilia. Cresciuto nelle giovanili della Varonese, quando è arrivato alla categoria juniores Marco è transitato nella rosa della Bena per disputare poi un campionato in prestito con i pari categoria del Dro, torneo 2013-2014, juniores nazionali.

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CHI ERA ROBERTO

Un giro in moto approfittando del pomeriggio di sole e caldo. Due chiacchiere con l'amico Sergio, un saluto agli ospiti ed agli ex colleghi della Residenza valle dei Laghi, per poi tornare a casa. Ma a Trento, nell'appartamento di via Matteotti in cui viveva con Giulia, Roberto Sartori, 33 anni, non è mai arrivato. Un infermiere con il sorriso: Roberto era così, spontaneo, sensibile, disponibile con gli ospiti e con i familiari. Dopo un'esperienza lavorativa durata un paio d'anni alla casa di riposo di Cavedine, nel maggio scorso aveva accettato l'offerta di lavoro all'azienda pubblica di servizi alla persona Margherita Grazioli di Povo.

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