Viaggi dei consiglieri per 102 mila euro

di Luisa Maria Patruno

Dopo la pubblicazione sul sito della Provincia dei rimborsi di viaggio degli assessori anche il consiglio provinciale ha reso pubblici per la prima volta i rimborsi spese per viaggi di servizio e missioni che i singoli consiglieri si sono fatti rimborsare nel corso del 2014, che ammontano a oltre 102 mila euro. E le cifre che emergono sono considerevoli tanto che in alcuni casi superano persino i fondi assegnati per il funzionamento del gruppo.


Il recordman della spesa è Marino Simoni, consigliere di Progetto Trentino, che ha ottenuto un rimborso di 11.198,20. Considerato, che a differenza degli assessori, i consiglieri hanno meno occasioni di effettuare missioni e viaggi istituzionali a Roma o altrove, tali da giustificare rimborsi così significativi, è chiaro che ciò che fa lievitare la spesa sono i rimborsi dei viaggi da casa al consiglio provinciale, che in base al regolamento provinciale i consiglieri hanno diritto di ottenere. E il caso di Simoni, il quale vive in Primiero, che è una delle valli più lontane da Trento, è emblematico. All'opposto si trova Filippo Degasperi (M5S) che non ha chiesto nulla e Lucia Maestri (Pd), che vive a Trento, e che si è fatta rimborsare solo 85,80 euro in un anno. Ancora meno Violetta Plotegher (Pd), con 74 euro, ma è vero che la consigliera è anche assessora regionale.


Fatto sta che i consiglieri provinciali possono beneficiare di un privilegio che è quello del rimborso delle spese di viaggio da casa all'ufficio, che nessun dipendente pubblico o privato può anche solo sognarsi. Visto che qualsiasi impiegato o operaio, che abiti vicino o lontano da dove lavora, la spesa per l'auto o il biglietto del mezzo pubblico se lo deve pagare di tasca propria, non glielo paga il datore di lavoro. Il regolamento sul trattamento economico dei consiglieri provinciali invece è più generoso e dice che: «I consiglieri provinciali possono chiedere il rimborso delle spese sostenute per i viaggi effettuati dal luogo di residenza a Trento per svolgere la loro attività presso il consiglio provinciale e i gruppi consiliari». Quindi non solo si vedono rimborsare i viaggi nei giorni di seduta del consiglio provinciale o della commissione a cui partecipano ma sostanzialmente tutte le volte che mettono piede nell'ufficio dei gruppi consiliari, dove per altro non devono timbrare il cartellino e non c'è nessuno che controlla che ci siano.

In ogni caso, dalle autocertificazione dei viaggi rimborsati dei consiglieri nel 2014 si scopre che hanno avuto un'attività molto intensa. In particolare, Giacomo Bezzi (Forza Italia), consigliere provinciale di Ossana in val di Sole, che ha ottenuto 8.771,74 euro di rimborsi; ma anche Pietro De Godenz (Upt) di Cavalese, con 7.492,56 euro, e il fassano Beppe Detomas (Ual) che ha presentato una nota spese di 6.533,84 al Consiglio nonostante sia anche assessore regionale. E pensare che tutti i consiglieri regionali oltre all'indennità ricevono anche 700 euro netti mensili per spese forfettarie e fino a 750 euro netti mensili per spese documentate. Ma i viaggi sono extra.

 

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