Anziani, volontari accanto agli enti nell'assistenza

In Trentino su 525.000 abitanti, coloro che hanno più di 65 anni sono 100.000 e di questi 50.000 contano più di 75 anni. Entro il 2020 questa fascia della popolazione toccherà quota 65.000. Sono alcuni dei dati forniti dall'assessore provinciale alla sanità del Trentino, Ugo Rossi, che ha partecipato a Pieve di Ledro a un dibattito pubblico sul volontariatoPAOLA MALCOTTI

pensionati pensionato anziani vecchiLEDRO - Aiutare gli anziani soli ed "invisibili" è l'obiettivo che gli enti pubblici ed assistenziali dell'Alto Garda e Ledro vogliono perseguire mettendo in campo un progetto di solidarietà. Solo attraverso azioni virtuose a supporto del servizio di domiciliarizzazione dell'assistenza sociale è possibile infatti andare incontro al crescente problema della solitudine e del disagio della terza età. Ne è convinto Guido Trentini, presidente della Casa di riposo di Bezzecca, che ha promosso venerdì sera a Pieve di Ledro l'incontro sul "Volontariato, come amicizia e solidarietà umana".
 
«E' in questo contesto - ha detto Trentini - che il volontariato può fornire risposte adeguate, perché sul territorio opera in maniera efficace. L'obiettivo è quello di permettere alle persone di buona volontà di erogare servizi all'anziano a complemento di quelli del servizio pubblico». E la Provincia è pronta a dare una mano. «La cultura all'assistenza - ha commentato l'assessore provinciale alla salute Ugo Rossi - è una dimensione che va perseguita per mantenere alta l'attenzione alla dignità della popolazione anziana del nostro territorio. L'assessorato che rappresento è pronto a supportare il progetto di Ledro per dare un aiuto al sistema complessivo trentino. Il 2012 sarà l'Anno europeo dell'anziano attivo: siamo pronti a finanziare progetti validi a favore dell'anziano e della sua risocializzazione nella comunità. Non è pensabile infatti affrontare il problema dell'assistenza solo con un approccio infermieristico e la domiciliarità va implementata con servizi simili».
 
Mettere insieme tutte le forze del territorio quindi per affiancare il servizio pubblico già di per sé di alto livello. Convinto anche Salvador Valandro, presidente della Comunità di valle dell'Alto Garda e Ledro: «Il piano sociale della Comunità prevede che i bisogni della gente vengano gestiti sia dagli enti sul territorio sia attraverso la partecipazione attiva della popolazione. Dobbiamo esser pronti a prendere in cura in modo alternativo gli anziani ricercando nuove strategie per accudirli. Le associazioni (Caritas, Avus, Circoli pensionati ecc.) e tutti i singoli sono invitati a partecipare al tavolo di lavoro, a rimboccarsi le maniche per dimostrare davvero di essere una comunità che si prende carico della propria gente». P.M.

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