L'orrore disumano e gli anticorpi

L'orrore disumano e gli anticorpi

di Pierangelo Giovanetti

Con la strage di Nizza dell'altra sera il terrorismo islamico segna un ulteriore salto di bestialità disumana e di mostruosa follia. Il camion suicida che si getta sulla folla radunata per la festa nazionale del 14 luglio, falciando sadicamente bambini, donne, anziani innocenti in una mattanza assurda e spietata, varca ogni confine dell'abisso del male e sprofonda nel nulla dell'odio assoluto. Non c'è più traccia di umano nel volto di chi non riconosce più altri volti, non c'è più Dio o Allah in chi annulla l'altro in nome di un dio, che è solo morte e distruzione. È la fine della ragione - oltre che del cuore -, che porta a generare mostri come metteva in guardia già Immanuel Kant. Il punto di non ritorno di ogni civiltà.

 

La rabbia, l'angoscia, il terrore, l'incredulità che stanno assalendo ciascuno di noi, la Francia, l'Occidente intero, di fronte a cotanto male a cui non eravamo più abituati nelle nostre città dopo oltre 70 anni di pace in Europa, pur comprensibili e pienamente giustificati, portano con sé l'insidia pericolosa di dover rinunciare alla nostra libertà. È questo che vogliono i fanatici della Jihad, è questo che predicano gli iman dell'odio e dell'intolleranza. Satanici pifferai che hanno fatto proseliti a migliaia, non solo tra il Tigri e l'Eufrate, e le sponde del Mediterraneo. Ma anche tra di noi, in mezzo alle nostre case, cresciuti insieme fianco a fianco nelle nostre scuole e sulle nostre piazze. Non solo milizie organizzate, manovrate dai pupari dell'Isis, ma anche derelitti sbandati e sradicati, imbevuti dell'ideologia distruttiva e annichilente dell'odio religioso, e ormai schegge impazzite nel nostro oggi quotidiano. Come è avvenuto a Nizza giovedì sera, e un mese fa a Orlando in Florida.

La libertà è il fondamento a cui l'Occidente non potrà mai rinunciare perché è alla base non solo della nostra cultura e del nostro essere Europa. Ma è il principio inalienabile dell'essere uomo: senza libertà non esiste persona umana. Ed è questo bene prezioso e intangibile, costitutivo della nostra identità più intima e profonda, che dobbiamo difendere, custodire, vivere, proclamare. Non possiamo cedere al terrore, pur sapendo che la carneficina non è finita, e la strage di Nizza probabilmente non sarà l'ultima. Anzi dobbiamo contagiare con la bellezza della libertà - di credo, di pensiero, di stampa, di opinione, di movimento, di critica - anche chi vuole toglierci tale principio che dà senso e sapore al nostro vivere. A cominciare dal mondo musulmano, in tutte le sue espressioni, il quale va fatto innamorare della libertà, e delle sue declinazioni: la tolleranza, la difesa della vita, il rispetto dell'altro, la laicità dello Stato, la considerazione della donna, la convivenza pacifica di credi diversi e di fedi diverse. È la libertà, e la difesa della libertà, la risposta che va data ai propalatori di morte dell'Isis, valore non negoziabile per cui siamo pronti anche a rinunciare alla vita.

L'altra insidia pericolosa che la paura può instillare nelle viscere profonde dell'Europa di fronte allo sterminio sulla Promenade des anglais è la chiusura, il muro, il noi contro gli altri, che può portare solo ad ulteriori divisioni e scontri. Può portare al rischio che qualche pazzo si scateni anche tra le frange più estremiste della politica o della società europea, attizzando l'incendio del linciaggio, della guerriglia urbana, delle rappresaglie, della ricerca del colpevole, in una violenza che genera solo altra violenza, senza portare ad alcuna soluzione.

La strage di Nizza - come a giugno in Florida l'attacco alla comunità omosessuale di Orlando, e a Dacca all'inizio di luglio la carneficina dei nostri connazionali - segnano però un tassello ulteriore della guerra al terrorismo, in atto ormai da tempo. I semi dell'odio hanno attecchito tra le menti deboli e squilibrate, sensibili al messaggio della Jihad in nome di un deviato riscatto islamico, artatamente insufflato dai richiami coranici e da pervertite prospettive ultraterrene. Proprio la presenza di elementi destabilizzati dentro la comunità islamica europea, non facilmente riconoscibili e identificabili perché essi stessi naturalizzati europei, richiedono un'azione attiva, protagonista, di denuncia e di condanna, da parte del mondo musulmano, in ogni sua espressione. Sono 30 milioni i musulmani attualmente residenti in Europa, sei solo in Francia.

Sono parte della società e della comunità europea. Sta a loro, in primo luogo, fare da anticorpi di fronte al manifestarsi di fanatismo o intenzioni di violenza. Sta a loro denunciare e condannare con forza chiunque dentro il mondo musulmano si faccia portatore di idee di morte e seguace della follia omicida del totalitarismo islamico del daesh. Spetta agli iman che vivono e predicano in Italia e in Europa isolare quanti si rifanno alle idee del califfato, togliere legittimità al loro operare, condannare come false e blasfeme le loro posizioni, fermare ogni intenzione di violenza.

Bene ha fatto ieri la Comunità islamica del Trentino Alto Adige a prendere posizione con forza sulla strage di Nizza. Occorre non solo condannare, ma educare l'intera comunità musulmana che vive in Italia, in Francia, in Europa, alla piena accettazione dei valori basilari di libertà, democrazia, laicità e rispetto dell'altro, che sono il fondamento dell'Occidente. Non ci può essere pacifica convivenza e fruttuosa integrazione, senza far propri nel profondo tali valori. Va dimostrato nei fatti che l'Islam è pienamente compatibile con la democrazia e la società aperta e plurale. E tale cammino deve farlo in pienezza e con convinzione l'intera comunità musulmana che vive in Europa. Senza se e senza ma.
Il terrorismo costituisce una prova importante pure per il mondo musulmano, sia per quanti vivono in Europa che per i Paesi arabi. Sarà la risposta data di fronte al terrore e ai terroristi, che dirà se l'Islam e compatibile con la civiltà europea, e con i valori di democrazia, fratellanza e centralità della persona umana, che ne stanno alla base. O se invece ne è un elemento estraneo, impermeabile. E quindi incompatibile con l'Europa.

p.giovanetti@ladige.it
Twitter: @direttoreladige

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