Il regalo di Natale di Equitalia: cartelle sospese fino al 6 gennaio

di Paolo Micheletto

La notizia è stata venduta come il vero regalo delle feste. Non ci sarà infatti l’arrivo di una cartella di Equitalia a rovinare il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno. Come voluto dall’ad Ernesto Maria Ruffini ci sarà una «tregua» per le feste in cui verrà sospeso l’invio di cartelle e atti, con l’eccezione dei casi inderogabili, dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Un provvedimento, come rilevano dalla società, che coinvolgerebbe centinaia di migliaia di famiglie e imprese. Non sarà tuttavia un blocco totale in quanto, spiegano da Equitalia, ci sono atti cosiddetti inderogabili per i quali non può essere applicata nessuna sospensione. Una decisione che non ha precedenti nei dieci anni di storia della società pubblica partecipata da Agenzia delle Entrate e dall’Inps e che lo scorso anno ha riscosso 7,4 miliardi e che prevede, nel 2015, di sfiorare gli 8 miliardi. Nel dettaglio, nel 2014 Equitalia ha inviato circa 30 milioni di atti, di cui - spiegano dalla holding - poco più della metà di sole cartelle, che in media raggiungono ogni settimana 300 mila contribuenti.

Numeri che - secondo i verici di Equitalia - fanno capire ancora meglio la portata dello stop deciso per il periodo festivo, in cui saranno recapitate «soltanto» alcune migliaia di atti e non i 250 mila previsti per quei giorni. «Equitalia vuole essere dalla parte degli italiani, non contro», è la linea del nuovo corso avviato da Ruffini, «la sospensione è un atto di attenzione verso imprese e famiglie con cui stringere un nuovo Patto perchè il recupero dei crediti e dell’evasione sono fondamentali, così come lo è poter avere gli italiani al proprio fianco».

Difficile pensare che Equitalia sia dalla parte degli italiani, almeno fino ad oggi. E la «pausa di Natale» è il classico provvedimento all’italiana: mangiate il panettone e bevetevi lo spumante, e spendete pure, che poi dovrete pagare (magari con i soldi che avete speso per le vacanze). Ma intanto, state sereni. E chissà se saranno rovinate le vacanze di quel bimbo di sette anni che a Napoli ha ricevuto la sua bella cartella esattoriale.

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