United of Manchester, i tifosi che si sono ribellati allo zio d'America

di Paolo Micheletto

Il Manchester United è uno dei «monumenti» del calcio mondiale. È una squadra che gode di rispetto non solo in Inghilterra ma in tutto il pianeta. Un rispetto costruito su diverse fondamenta: prima di tutto c’è un filo «rosso» che lega tanti anni di storia, tutti all’insegna dell’orgoglio di vestire (e seguire) la maglia della squadra. La leggenda dello United è stata costruita poi sulle vittorie (venti titoli nazionali e undici Coppe d’Inghilterra, oltre a tre tra Coppa Campioni e Champions League) e su partite memorabili; decine di grandi calciatori hanno giocato qui, come Denis Law, Bobby Charlton, Duncan Edwards, George Best, Bryan Robson, Eric Cantona, David Beckham, Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney e tanti altri. Da queste parti alcuni allenatori sono diventati leggende, come Matt Busby e Alex Ferguson.

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Tutti gli sportivi onorano poi la memoria dello United per aver subìto il disastro aereo del 1958, quando a Monaco di Baviera persero la vita 23 persone, tra cui molti giocatori. Una tragedia dalla quale il Manchester è uscito ancora più forte.

Dal 2005 il glorioso club è finito nelle mani di Malcom Glazer, facoltoso imprenditore americano che ha acquisito il controllo della società lanciando un’Opa ostile che in passato era stata bloccata a Rupert Mardoch. Una delle leggende del calcio inglese venduta a un americano: orrore. Così devono aver pensato alcune migliaia di tifosi dello United, che da allora non seguono più le gesta della (ex) squadra del cuore, che secondo loro non rappresenta più la città. Per questo hanno smesso di tifare per il Manchester United e hanno creato lo United of Manchester, squadra iscritta nei più «bassi» dei campionati dilettanti: meglio le categorie minori ma «inglesi» piuttosto che la Chiampions League giocata con i soldi del presidente yankee.
Da allora il «vero» United ha vinto tre campionati e proprio questa sera può assaporare un po’ di calcio ad alti livelli: è in programma la grande sfida contro il Chesterfield, che milita nella Football League One, la terza serie calcistica inglese. Si gioca la Coppa d’Inghilterra, la più antica manifestazione al mondo che permette l’«incrocio» tra le squadre dilettantistiche e quelle super-professionistiche, con risultati spesso sorprendenti. Appuntamento al Broadhurst Park (inizio alle 20.45 italiane), che con i suoi 4.400 posti è come al solito tutto esaurito. Una partita che per i tifosi «dissidenti» vale più di una Champions League. Ma davvero ci si può opporre all’arrivo dei magnati stranieri e salvare le tradizioni dei singoli paesi? No, ma chi ci prova va rispettato.

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