Non sono quote. E' parità tra donna e uomo

Sono 90 le parlamentari donne che hanno sottoscritto un appello alle forze politiche perché nella nuova legge elettorale per la Camera, in via di approvazione, sia contenuta una norma che prevede che le liste siano composte con l'alternanza una donna e un uomo e che capilista siano al 50% donne e al 50% uomini. Peccato che l'iniziativa sia stata lasciate alle sole donne

di Luisa Maria Patruno - NO

Sono 90 le parlamentari donne che hanno sottoscritto un appello alle forze politiche perché nella nuova legge elettorale per la Camera, in via di approvazione, sia contenuta una norma che prevede che le liste siano composte con l'alternanza una donna e un uomo e che capilista siano al 50% donne e al 50% uomini. Peccato che l'iniziativa sia stata lasciate alle sole donne.


Comunque, al momento il testo base prevede l'obbligo che le liste siano composte per il 50% da donne. Ma è evidente a tutti che trattandosi di liste bloccate quello che conta è la posizione in lista non l'essere in lista. Se nei primi posti vengono messi dai partiti, che compongono le liste, solo o soprattutto uomini e il 50% di posti per le donne sono quelli a seguire vuol dire aver già deciso che in Parlamento si vogliono portare più uomini che donne. E qui non c'entra la preferenza degli elettori, visto che la possibilità di esprimere preferenze non c'è.

 

La Costituzione italiana all'art. 51 stabilisce che  "la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini". Questo vuol dire che il Parlamento è chiamato ad individuare soluzioni e strumenti adeguati per superare il problema della scarsa rappresentanza femminile nelle cariche elettive e più in generale nella vita pubblica ed istituzionale.

 

L'approvazione di questa nuova legge elettorale, per di più a cavallo dell'8 marzo, è l'occasione per rispondere al dettato costituzionale. Se il Parlamento si rifiuterà di farlo, lasciando che si perpetui uno squilibrio di rappresentanza non piò accettabile, sarà un segnale di grave regressione nel processo di una uguaglianza effettiva di opportunità tra uomini e donne, che pure a parole tutti sostengono di voler promuovere.

 

E non si dica che le donne brave emergono da sole, cosa che per altro non si dice mai degli uomini, come se quelli che sono in Parlamento fossero il meglio - per qualità e merito - che la società italiana può esprimere. In questo caso, per altro, non si sta parlando di quote, ma di parità di possibilità - la stessa - tra donne e uomini di entrare in Parlamento.

 

Con le liste bloccate sono i partiti a decidere i candidati e come possono trovare nomi maschili eccellenti, di grande capacità da mettere a disposizione del Paese, come dovrebbero, possono fare altrettanto con nomi di donne che non hanno nulla da invidiare ai colleghi uomini per merito, ma che fino ad ora sono state prese meno in considerazione. E con un'assemblea equilibrata, in cui finalmentente saranno presenti tante donne quanti uomini, forse potremmo anche avere la bella sorpresa di un Parlamento migliore. Vista l'esperienza che abbiamo nella storia della Repubblica, sarebbe una vera novità.

 

comments powered by Disqus