Lingue straniere, quando non scatta il Clil

di Andrea Tomasi

L’autonomista Ugo Rossi lo aveva detto durante la campagna elettorale: “Voglio un Trentino trilingue”. Ora, da presidente della Provincia con delega alla scuola, dice di voler passare ai fatti. Gli insegnanti verranno assunti solo se bilingui, è stato annunciato.

 

Le sperimentazioni di Clil (l’insegnamento delle discipline in lingua) dovrebbero diventare «sistema». Il termine Clil (Content and Language Integrated Learning) sta per immersione linguistica totale. Insomma dobbiamo pensare a matematica, scienze, storia o geografia insegnate in lingua straniera. Sempre. Insegnate da chi? Da docenti adeguatamente formati.

 

Tutto bellissimo, sulla carta. Ma al momento è una giungla e a farlo notare, non senza portare acqua al proprio mulino, sono i rappresentanti sindacali, che dicono: per preparare adeguatamente i prof ci vogliono soldi e tempo. Insomma, fanno intendere, che in Provincia qualcuno vorrebbe fare un matrimonio con i fichi secchi. E loro la frutta secca la mangiano solo a Santa Lucia.  


Gli esponenti degli Stati Generali Fenalt ricordano che un paio d’anni fa era stato promosso un corso di 500 ore per docenti: un corso Clil che ha prodotto solo 12 professionisti formati. Di questo passo, si dovranno attendere decenni. Ma il problema, con tutto il rispetto per professoresse e professori, riguarda gli scolari/gli studenti.

 

Cosa se ne fanno i ragazzi di docenti capaci di tenere una lezione in un perfetto tedesco (o inglese) se poi - scava... scava... - questi non conoscono la materia? E - al contrario - cosa se ne fanno di docenti che conoscono la disciplina ma poi non sanno farlo in lingua straniera? Non facile dunque passare dalle parole ai fatti. Non scatta il Clil.

 

Per chi sta dietro i banchi ciò che conta è la qualità e la continuità della didattica. Forse tanti ragazzi oggi non ci pensano, ma una volta diplomati e (si spera) inseriti nel mondo del lavoro, si ricorderanno degli insegnanti preparati e di quelli impreparati (sia in lingua italiana che in lingua straniera). Ricorderanno loro, non la politica che ha prodotto quei docenti.

 

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