Grasso, i senatori 5Stelle e i diktat di Grillo

Finalmente anche il Pd si è svegliato dal torpore, uscendo dai soliti schemi vecchi e consunti dei nomi imposti dall'apparato, secondo logiche di correnti interne ed equilibri fra maggiorenti affamati di posti al sole. Speriamo che la vecchia logica sia definitivamente accantonata anche per l'elezione del Presidente della Repubblica, visto che Massimo D'Alema ha già fatto circolare il suo nome come possibile pretendente del Quirinale: sarebbe il disastro. E soprattutto scoppierebbe la rivoluzione

di Pierangelo Giovanetti

Caro direttore, alle ultime elezioni ho votato Grillo. Non ne potevo più dei vecchi partiti, del loro essere una casta e dei soliti vecchi nomi. Sono stata contenta che Grillo sia arrivato primo, e che abbia fatto così tanti deputati e senatori. E sono convinta che sia merito proprio degli eletti del Movimento 5Stelle, se anche il Pd ha proposto per la Camera e per il Senato due persone «pulite» come la Boldrin e specialmente Grasso, che mi è sempre piaciuto da magistrato, soprattutto per la lotta alla mafia. Per questo dico bravi anche a quei senatori 5Stelle che hanno votato per Pietro Grasso. Mi stupisce che Grillo non lo capisca, e anzi abbia minacciato di espellerli. Dovrebbe invece dar loro un premio: chi doveva diventare presidente del Senato, altrimenti? Forse Schifani?
No. Io dico ai grillini, che sono i miei rappresentanti in Parlamento: avanti così, siete sulla strada giusta. Votate le persone e le leggi giuste. C'è bisogno forte di cambiamento. Non perdiamo questa occasione.


L'elezione a Presidente del Senato di Pietro Grasso, una brava persona che da magistrato ha sempre combattuto la criminalità organizzata in particolar modo la mafia fin dai tempi dell'assassinio di Mattarella e del maxiprocesso a Cosa Nostra, è un bel segnale di fronte al Paese, in tempi cupi per la politica e le istituzioni. Finalmente anche il Pd si è svegliato dal torpore, uscendo dai soliti schemi vecchi e consunti dei nomi imposti dall'apparato, secondo logiche di correnti interne ed equilibri fra maggiorenti affamati di posti al sole. Speriamo che la vecchia logica sia definitivamente accantonata anche per l'elezione del Presidente della Repubblica, visto che Massimo D'Alema ha già fatto circolare il suo nome come possibile pretendente del Quirinale: sarebbe il disastro. E soprattutto scoppierebbe la rivoluzione.
Bene hanno fatto anche i senatori grillini, alcuni per lo meno, a votare per Pietro Grasso. Anzi, i loro voti sono serviti a far passare proprio Grasso rispetto all'altra candidatura sul tavolo, quella di Schifani, abbastanza squalificata per il suo passato impresentabile. Ma soprattutto bene hanno fatto i senatori grillini a ragionare con la propria testa, e non secondo i diktat dittatoriali di Grillo, che adesso pretende di espellere i «dissidenti» dalla linea da lui, e da lui solo, imposta al movimento.
La presenza così numerosa degli eletti del movimento 5Stelle in Parlamento potrà svolgere un'azione benefica e di profondo cambiamento per il Paese, ma a patto solamente che possano scegliere liberamente chi e cosa votare, e non teleguidati da un santone che si crede a capo di una setta e pretende obbedienza cieca e adorazione muta.
Paradossalmente ora c'è la possibilità di cambiare, e cambiare davvero. Isolarsi sull'Aventino per paura di sporcarsi al contatto con gli altri, serve solo a coloro che non vogliono cambiare le cose. E forse tra questi c'è proprio Grillo, a cui va bene così. Perché, più le cose vanno male, più ha possibilità di lucrare voti e alimentare il suo ego smisurato. Ma l'Italia, da questo comportamento, non ha proprio nulla da guadagnarci.

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