Il "lione", le iene, le volpi e i cani  Sic transit gloria Durni

di Paolo Ghezzi

Bersagliato dal fuoco amico di quelli della Volkspartei che - riscoprendosi d'un tratto coraggiosi dopo anni di obbediente allineamento - hanno deciso di fargliela finalmente pagare e di prendergli il posto nell'autunno 2013 (elezioni provinciali) il Principe del Sudtirolo Luis Durnwalder si scopre nudo, e vulnerabile.

Anche se ha subito avvertito, con il suo vocione da cacciatore sudtirolese: "Pensano che il lione (cioè lui, anzi Kaiser Löwe) sia ferito, ma il lione non è ferito".

Non sarà ferito, ma sanguina, il potere del Kaiser. E le iene abbondano, come in ogni grande tramonto che si rispetti. Lui non se ne cura, però. Fa "come se".

Ma intanto gli hanno addirittura perquisito l'ufficio, con sette (sette!) finanzieri.

Il tabernacolo dell'Autonome Provinz violato. Lì dove lui all'alba riceve contadini, artigiani e madri di famiglia, ecco un settebello di finanzieri!!! Un incubo.

Innescato da un procuratore della Corte dei conti che non si chiama - per dire - Esposito, non rappresenta uno Stato romano ostile e centralista. No, si chiama Schülmers e vuole sapere se Durni ha sprecato pubblico denaro per il suo shopping privato.

C'è poi l'enorme Sel-Skandal, le gare per le centrali idroelettriche che forse sono state truccate per far vincere la Sel, società provinciale: l'assessore Laimer, inquisito, si è dovuto fare da parte, ma uno dei leader della stella alpina, Pichler-Rolle, ha detto a muso duro al Dolomiten che il Capo - lui, il Luis - non poteva non sapere.

Tragedia greca in salsa pusterese: la presunta superiorità morale dei post-asburgici si sgretola, in scandaloni e scandaletti molto italian style.

Sul Titanic che affonda, c'è spazio anche per gli alleati italiani del "lione" ferito. L'assessore del Pd Bizzo è riuscito a farsi finanziare per 800mila euro (tra gli sponsor, ovviamente, la Sel dello Skandal) il primo Festival dell'innovazione, per 25mila (molto approssimati) spettatori: costo pro capite, il doppio dell'ormai celebre (e doppio come mole) Festival dell'economia di Trento. Una volpe stilizzata (non seducente, a dire il vero), azzurra, è il contraltare bolzanino allo scoiattolo arancione.

Nel tramonto di Kaiser Luis "Lione", forse anche le volpi sudtirolesi sperimentano per la prima volta che non basta l'astuzia per salvarsi dal giudizio della storia: devono guardarsi, le volpi, dalle mute dei cani, cioè gli elettori in uscita libera che tra un anno potrebbero sbranare il sessantennale potere della Volkspartei, lasciandone i brandelli alle estreme destre nazionaliste e secessioniste. Con un rischio concreto di implosione dell'ex Provincia-modello e forse di esplosioni di nuova violenza etnica.

È meglio che la Svp corra ai ripari: se il successore non sarà all'altezza del  "lione", lungimirante come un falco più che furbo come una volpe, il Sudtirolo diventerà una giungla ingovernabile, tra lupi e iene.

 

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