Grecia fuori dall’euro,  Italia e Spagna al sicuro o a rischio?

Il 17 giugno sarà una data storica per la Grecia e per l’Europa. In quella giornata gli elettori ellenici decideranno con il loro voto se rimanere nell’euro oppure se uscirne

di Angelo Conte

Il 17 giugno sarà una data storica per la Grecia e per l’Europa. In quella giornata gli elettori ellenici decideranno con il loro voto se rimanere nell’euro oppure se uscirne. La permanenza nella moneta unica dipenderà dalla capacità dei partiti filo-Ue (i conservatori di Nea Dimokratia e i socialisti del Pasok) di ottenere la maggioranza dei voti e riuscire a costituire una grossa coalizione sul modello tedesco. Paradossalmente, proprio il fatto di imitare una formula mutuata dall’odiata Germania potrà evitare una tragedia non solo greca ma anche sud-europea.

 

Sì, perché se invece vincesse l’ingovernabilità e la Grecia, guidata da forze favorevoli a rinegoziare l’ennesimo pacchetto di aiuti miliardari della Ue (l’Italia sta pagando una cifra stimata vicina a 31 miliardi di euro di sostegni ai vicini greci) o a rifiutarlo nel nome della sovranità nazionale (i danni dei nazionalismi sembrano non finire mai nel Vecchio Continente), si aprirebbero scenari drammatici anche per Portogallo, Spagna e Italia. Gli investitori stranieri avvierebbero vendite massicce di titoli del Sud dell’Europa o chiederebbero tassi altissimi sui titoli di Stato, impauriti dalla possibilità di una uscita dall’euro di un altro dei Paesi che formano i Pigs (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna, mentre l’altra I quella dell’Irlanda sembra essere fuori dal rischio).

 

Non solo: come sta accadendo in Grecia e Spagna da mesi ormai, i risparmiatori di quei Paesi ritirerebbero a più non posso euro dalle banche, facendo crollare i depositi delle banche – ossigeno per famiglie e imprese - per investirli in titoli di Stati considerati sicuri, come la Germania in Europa o gli Usa nel mondo. Ciò potrebbe produrre uno shock finanziario per l’Italia e la Spagna difficilmente arginabile anche con tutte le risorse presenti nei fondi europei salva-Paesi (Esm e Efsf) che possono mobilitare attorno ai 700 miliardi di euro.

 

Tanto che qualcuno, come lo storico Kennedy sul Corsera, ha proposto alla Ue di abbandonare gli aiuti ai Paesi periferici come la Grecia, facendola uscire dall’euro, per salvare i Paesi come Spagna e Italia che, per le dimensioni di Pil e popolazione, se costretti a uscire dall’Eurozona ne determinerebbero di fatto il collasso. E’ forse il caso di sperare che il 17 giugno i greci scelgano di non restare nell’euro così da avere più possibilità di salvare l’Italia e con lei la Ue come la conosciamo oggi?

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