Aldo, Silvio e il professore

di Guido Pasqualini

DR. BRANCHER- MISTER HYDE.
Nelle sue ultime apparizioni pubbliche in Trentino il neo ministro all’attuazione del federalismo Aldo Brancher ha rassicurato politici ed elettori di casa nostra: «L’autonomia non si tocca». Eppure bisognerebbe ricordarsi del discorso pronunciato il 16 febbraio 2002 a Belluno in occasione della cerimonia per celebrare i 50 anni del Consiglio provinciale. «A fronte di un trasferimento pro capite che nel 2001 ammonta per Bolzano a circa 7.950 euro, per Trento a 6.353 euro - disse -, i trasferimenti pro capite per la Provincia di Belluno sono stati di circa 26,51 euro. Anche sommando i trasferimenti regionali, che sono pari a circa 19 euro pro capite, nel Bellunese non ci si avvicina nemmeno all’1 per cento rispetto alle risorse pro capite delle Province di Trento e Bolzano. Ci troviamo di fronte a uno sconfortante quadro di iniquità che deve ridursi quanto prima. Dobbiamo riparare a questo storico squilibrio con tutte le nostre forze, convinzioni e mezzi possibili». All’epoca Brancher, fedelissimo di Berlusconi, era sottosegretario alla devoluzione. Ora che è diventato ministro dalle parole passerà ai fatti?

BerlusconiE IL GOVERNO LIEVITA.
A proposito di governo. Silvio Berlusconi iniziò la legislatura attaccando il suo predecessore Romano Prodi per aver allestito una compagine governativa troppo folta. Nel giro di due anni, il cavaliere SB ha voluto rifarsi, rimpinguando la sua squadra con dodici elementi: tre nuovi ministri (Fazio alla Salute, Brambilla al Turismo e, appunto, Brancher), tre sottosegretari alla presidenza del Consiglio, quattro viceministri e due sottosegretari ministeriali. Ora il governo è arrivato a quota 65 persone. Alla faccia dei tagli.

A22-A31, L’INCROCIO.
È curioso che la giunta provinciale faccia fuoco e fiamme, rivolgendosi a Tar e Corte Costituzionale, per opporsi alle mosse della Regione Veneto che vuole portare avanti i progetti di completamento della Valdastico e, nel contempo, su proposta del Pd nomini il professor Raffaele Mauro nel cda dell’Autostrada del Brennero spa. Nel marzo 2003 il nome del docente dell’Università trentina venne speso dall’allora onorevole Luigi Olivieri, favorevole al prolungamento dell’autostrada A31 in Trentino: «Da un suo studio sulle previsioni di sviluppo delle infrastrutture di trasporto in Trentino - disse il politico - emerge in modo inequivocabile l’utilità per il sistema stradale della Provincia della realizzazione della Valdastico». Nello studio si sosteneva, infatti, che «il trasferimento modale dalla gomma al ferro non può avere una incidenza tale da sgravare del tutto dal traffico pesante gli assi stradali che ne sono interessati». Forse non a caso - giusto un anno dopo, il 5 marzo 2004 - la giunta provinciale affidò al professor Mauro uno «Studio su aspetti infrastrutturali e di esercizio relativi alle connessioni tra la rete stradale provinciale e quella dei territori limitrofi». Il docente ricevette l’incarico di fornire «elementi di supporto alle decisioni inerenti la localizzazione della connessione tra l’A31 e le infrastrutture di incidenza. A sceglierlo fu l’assessore ai lavori pubblici, Silvano Grisenti.

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