Giro, giro, girotondo...

di Guido Pasqualini

UNA TORRE IN COMUNE.
In questo tempo in cui, finalmente, si fa un gran parlare di tagli della spesa pubblica, oltre a puntare alla riduzione delle indennità degli amministratori pubblici, in Trentino varrebbe forse la pena riflettere sull'opportunità di fondere alcuni comuni. L'esempio virtuoso di Ledro (da sei a un comune) e di Comano Terme (da due a uno) andrebbe seguito. Nella nostra provincia, secondo i dati diffusi proprio l'altroieri, sono quindici i comuni con meno di 250 abitanti, l'equivalente di una torre Itea di Madonna Bianca. Là c'è un caposcala a occuparsi dei condomini, nei piccoli paesi c'è un sindaco, una giunta, un consiglio comunale, un segretario comunale e qualche dipendente: nel terzo millennio, epoca della globalizzazione, è una spesa che ha ancora senso?
 
CATERINA, LA GIRINA.
giro d'italia«Credo che nessuno possa eguagliarmi nella partecipazione attiva al consiglio sia per gli interventi, sia per i contributi reali nell'attività legislativa». Si era indignata la consigliera provinciale Caterina Dominici quando l'Adige aveva rilevato che era risultata la più assente in aula nel 2009. L'autonomista è recidiva: giovedì pomeriggio, mentre il Consiglio discuteva le leggi sulle nomine nelle società pubbliche, era a Peio per assistere all'arrivo della tappa del Giro d'Italia; la mattina seguente, puntuale come non sempre le accade in aula, era sotto il palco della partenza della carovana rosa da Levico Terme, ironia della sorte proprio mentre in piazza Dante si approvava il disegno di legge di Roberto Bombarda per incentivare l'uso della bicicletta. Evidentemente Caterina, più che aiutarli, i ciclisti vuole applaudirli.
 
PRESI IN GIRO.
A proposito di Giro d'Italia. In Veneto, nella discesa dal monte Grappa, ha compiuto un capolavoro l'astro nascente del ciclismo italiano, Vincenzo Nibali; in Friuli, nell'ascesa al monte Zoncolan, è risorto Ivan Basso; in Alto Adige i ciclisti hanno appassionato gli spettatori nella salita a Plan de Corones su un'impervia strada sterrata; in Lombardia, su Mortirolo e Gavia, Basso ha costruito la sua vittoria al Giro d'Italia. E in Trentino? A Peio, tappa di transizione tra cronoscalata e salite impossibili, si è imposto il francese Damien Monier, che in sei anni da professionista non aveva mai vinto, al termine di una gara caratterizzata da una fuga di 19 Carneadi del pedale. Visti i soldi sborsati da Piazza Dante per gli striscioni con lo stemma della farfalla e per lo spumante Trento Doc e considerato che nella nostra provincia le montagne non mancano, sarà utile che, per l'anno prossimo, l'assessore Tiziano Mellarini pretenda una tappa con maggior pathos. Per uno spettacolo più spumeggiante...

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