CHE COSA CI HA FATTO MALE?

Che cosa ci ha fatto più male in queste settimane?  Ciascuno di noi può rispondere a questa domanda in modo diverso, con riferimento al proprio vissuto personale o ad accadimenti collettivi dei quali può essere stato parte in causa o semplice spettatore. Quel che è certo è che è da tempo tramontato il mito del Trentino e dell’Alto Garda, come isole felici.

di Vittorio Colombo

 

Che cosa ci ha fatto più male in queste settimane?  Ciascuno di noi può rispondere a questa domanda in modo diverso, con riferimento al proprio vissuto personale o ad accadimenti collettivi dei quali può essere stato parte in causa o semplice spettatore.

Quel che è certo è che è da tempo tramontato il mito del Trentino e dell’Alto Garda, come isole felici. Un testimonial privilegiato, per la sua carica istituzionale, è senza dubbio il sindaco di Riva nonché senatore Claudio Molinari. 

Il sindaco-senatore in occasione delle cerimonie per il novantesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale di domenica 2 novembre ha fatto un discorso chiaro. (Va precisato che quello che andiamo a considerare è solo un passaggio di un intervento articolato).

Ha detto Claudio Molinari:

“Cosa ci ha fatto più male in queste settimane: le indagini e le ammissioni circa una vicenda di corruzione e quant’altro su appalti di opere pubbliche?

La scoperta da pagine e pagine di non smentite intercettazioni telefoniche che si è creato in Trentino un sistema a ragnatela di connivenze, dove ciò che è dovuto per legge diviene ricercato e ‘potuto’ per vicinanza, fedeltà, amicizia?

L’arresto e la denuncia di tante persone in questa nostra zona per traffico di droga, dove alla piaga del consumo si aggiunge la scoperta del guadagno illecito, ma facile, che diviene motivo di vita?

L’arresto e la denuncia di tante persone in questa nostra zona per furto, scoprendo di questo reato una interpretazione futile e disincantata?

La ripetitività di denunce e condanne per reati connessi alla pedopornografia, evidente segno di una devianza personale di gravissima pericolosità sociale?

L’ordinario e quotidiano clima di disinformazione e di conseguente disimpegno, per il quale i ‘si dice’ da bar o da supermercato diventano certezza, soprattutto se basta scaricare su qualcun altro colpe o responsabilità?

Forse qualcuna di queste circostanze o, sommate, tutte insieme ci hanno fatto male di questi tempi”.

Per Molinari a salvarci deve essere il nostro impegno di cittadine e cittadini muniti di una coscienza civile e il nostro operare con l’esempio alle nuove generazioni.

“La nostra fede cristiana, il nostro senso storico - ha detto citando don Sturzo, - ci portano a valutare la vita presente come un ‘relativo’ di fronte ad un ‘assoluto’, e quindi diamo valore fondamentale, anche nella vita pubblica, all’etica, che è per noi norma insopprimibile, e superiore a quella che si chiama ‘ragion politica’ o ‘ragione economica’.

Così - ha concluso Molinari, - guardiamo responsabilmente e fiduciosamente, nonostante i brontolii della tempesta imminente, al futuro nostro, delle nostre famiglie, di questa nostra terra trentina”.

Fin qui il sindaco-senatore. Consideriamo: che cosa ci ha fatto più male in queste settimane? La realtà trentina è (ancor più ) desolante? E il richiamo all’etica può essere una buona risposta? O è solo un pronunciamento, buono non tanto per Riva, o Arco, o Trento, quanto per la città di Utopia?

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