Politica / Quirinale

Quirinale, fumata nera alla quarta votazione. Gli astenuti sono 441, 261 le bianche, a Mattarella 166 voti

Le trattative sembrano, però, in stallo. Nessun passo in avanti, almeno ufficialmente, anche se nell'ipotetica rosa delle candidature ritorna il nome di Elisabetta Belloni, capo dell'intelligence italiana

INTERVISTE Parlano i politici trentini

ROMANuova fumata nera alla Camera nella quarta votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere il presidente della Repubblica. Nessuno, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico proclamando il risultato dello spoglio, ha raggiunto il quorum previsto dalla Costituzione dei due terzi dei componenti del Collegio. Servirà una nuova votazione, la quinta, prevista per domani a partire dalle 11.

Nel quarto scrutinio gli astenuti sono stati 441 mentre le schede bianche sono scese a 261. L'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella sale invece dai 125 voti di ieri a quota 166. Nino di Matteo, candidato da Alternativa c'è e dagli ex M5s al posto del giurista Maddalena, ottiene 56 voti. Otto voti per Luigi Manconi, 6 vanno alla ministra Cartabia, 5 al premier Mario Draghi, 4 ad Amato, 3 a Casini e 2 a Belloni. Le nulle sono state 5, i voti dispersi 20. In tutto i presenti sono stati 981, 540 i votanti. Il quorum da oggi è sceso a quota 505.

Giro di incontri in mattinata: vertice dei leader del centrodestra e incontro anche del centrosinistra con Letta, Conte e Roberto Speranza e i capogruppo di Camera e Senato delle tre forze politiche.

Quirinale, una strada in salita: il commento del direttore Alberto Faustini

Il rebus del Quirinale è apparso fino ad oggi irrisolvibile e i partiti sembrano incapaci di uscire dall’impasse creata da contrapposizioni e veti incrociati. Il commento del direttore Alberto Faustini: l’Italia ha bisogno di un presidente della Repubblica all’altezza della complessa situazione che stiamo vivendo.

 Le trattative sembrano, però, in stallo. Nessun passo in avanti, almeno ufficialmente, anche se nell'ipotetica rosa delle candidature ritorna il nome di Elisabetta Belloni, capo dell'intelligence italiana. L'idea non dispiace a Giorgia Meloni e in via ufficiosa, sia nel centrodestra che nello schieramento avversario, il suo nome riscontra molti consensi. Un no secco all'idea che il capo del Dis sia il nuovo presidente della Repubblica arriva da Matteo Renzi: "Sono nomi tirati lì senza discussione politica".

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