25 aprile, Alessandro Andreatta «Europa ha perso la sua ragion d'essere»

Trento ha celebrato questa mattina il 71/o anniversario della Liberazione. Su iniziativa del Comune si sono tenute una serie cerimonie nel centro storico con la deposizione di corone alle lapidi di Palazzo Thun, in via Belenzani, al monumento ai caduti in piazza Portela, all'ex Imi, alla galleria Partigiani e in piazza Pasi. Hanno partecipato le autorità civili e militari della città, l'Anpi, le associazioni combattentistiche e il Corpo musicale Città di Trento. La cerimonia ufficiale si è tenuta a palazzo Geremia, con gli interventi del sindaco Alessandro Andreatta, del presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti, di Mara Rossi, Chiara Ferrari ed Elena Tonezzer. 

Le parole del sindaco

«Stiamo percorrendo la strada dell'interesse miope, contingente, talvolta puramente elettorale, dell'interesse nichilista. E allora, quella che viene chiamata la "crisi dei rifugiati o "dei profughi" è piuttosto la crisi dell'Europa, che ha smarrito la sua ragion d'essere, la sua necessità, lo spirito umanistico di tolleranza e comprensione che sono il più alto traguardo raggiunto dalla sua storia». Lo ha detto il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, nel corso della celebrazione del 25 aprile a palazzo Geremia.

«È questa patria morale, senza fili spinati né muri, l'eredità della Resistenza, di chi tanti anni fa ha scelto la strada della montagna, dei condannati a morte, degli internati. Ed è questa la patria morale che noi vogliamo lasciare ai nostri ragazzi. Se così non fosse, il 25 aprile sarebbe solo un esercizio retorico» ha aggiunto.

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