Provincia, ai gruppi consiliari un milione 236 mila euro

di Luisa Maria Patruno

La riforma costituzionale voluta dal premier Matteo Renzi prevede, tra le altre cose, l'abolizione di «rimborsi e trasferimenti monetari» pubblici ai gruppi politici regionali (in Trentino e Alto Adige anche provinciali).
Ma in attesa di sapere se la norma entrerà nella Costituzione, insieme all'intera riforma, oppure sarà cancellata dal referendum di ottobre, il consiglio provinciale di Trento, anche per il 2016, ha iniziato ad assegnare i fondi ai gruppi - per altro ridimensionati dal decreto Monti del 2012 - per le spese di funzionamento e per il personale (i collaboratori dei consiglieri provinciali).

Per il personale (vedi tabella) sono stati già versati - in via anticipata - i fondi per il primo trimestre , che sono pari complessivamente a 258.750 euro. Proiettata questa cifra sull'intero anno - considerati i quattro trimestri senza modifiche al personale attualmente assunto - si raggiunge la cifra di 1 milione 35 mila euro. Più bassa è l'entità dei finanziamenti per il funzionamento dei gruppi. In questo caso la cifra totale assegnata è quella relativa al primo semestre , si arriva a 100.625 euro in totale che per tutto l'anno ammonta a 201.250 euro.

Oltre a queste somme i consiglieri provinciali che non sono residenti a Trento hanno diritto di chiedere il rimborso per le spese di viaggio per tutte le volte che partecipano alle sedute del consiglio, delle commissioni o altri organi consiliari. I consiglieri possono chiedere rimborsi anche per le spese di missione a livello provinciale o fuori (trasporti, vitto ed eventuale alloggio).

I finanziamenti, in base al regolamento provinciale, per il funzionamento del gruppo vengono assegnati con cifra fissa (stabilita dall'ufficio di presidenza) in base al numero dei consiglieri del gruppo, che è di 5.750 euro l'anno a consigliere. E per l'assegnazione dei fondi vengono conteggiati anche il presidente della Provincia e gli assessori, come se fossero dei consiglieri semplici, come si può vedere dal totale dei fondi assegnati a Patt e Pd (si considerano 9 consiglieri ciascuno) e l'Upt (5 consiglieri). Il Patt ha però tra le sue fila il governatore e un assessore e il Pd addirittura tre assessori (senza contare un'assessora regionale) e il presidente del consiglio provinciale. Il gruppo dell'Upt conta due assessori e tre consiglieri. Per quanto riguarda i soldi per il personale dei gruppi, invece, il calcolo viene fatto in modo da garantire un collaboratore per ogni consigliere del gruppo esclusi però - in questo caso - i consiglieri che sono anche assessori o presidenti.

Gli stanziamenti ottenuti dai consiglieri in qualità di appartenenti ai gruppi provinciali si aggiungono poi ai fondi che gli stessi consiglieri ricevono in quanto componenti anche del consiglio regionale e dunque di un gruppo politico regionale, come riferito sull' Adige del 26 febbraio scorso.
Il consiglio regionale ha già assegnato tutto il finanziamento annuale destinato ai gruppi (35 consiglieri trentini e altrettanti altoatesini), che è pari a 522.000 euro, di cui 403.200 euro per le spese e 118.800 euro per le spese di personale.

Non tutti i gruppi regionali - ai consiglieri trentini si aggiungono quelli altoatesini - hanno chiesto infatti risorse per pagare i collaboratori. Tra quelli che li hanno chiesti con consiglieri trentini ci sono: Movimento 5 Stelle, Progetto Trentino, la Ual e il Patt. Con questi soldi il Partito autonomista paga lo stipendio a Simone Marchiori , candidato alla vice-segreteria del Patt con Franco Panizza, collaboratore del gruppo.

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