Letta: "Sostegno alle Speciali"

Il governo di Enrico Letta ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti. Nel suo discorso, il premier ha assicurato, tra le altre cose, che a giugno non si pagherà l'Imu I tuoi commenti 

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Il governo di Enrico Letta ottiene la fiducia alla Camera con 453 sì, 153 no e 17 astenuti. I presenti sono stati 623, i votanti 606 e la maggioranza richiesta era di 304 voti

 

IL DISCORSO

 

ROMA - Stop al pagamento dell'Imu di giugno, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, soppressione dello stipendio dei ministri, impegno per il superamento del'emergenza lavoro, reddito minimo per le famiglie in difficoltà.

Enrico Letta si presenta alla Camera per chiedere la fiducia al suo "temporaneo governo di servizio" con un ricco carniere di annunci, tutti ancorati all'orizzonte europeo. Letta vuole usare la "fionda di Davide" per sconfiggere la crisi-Golia. E fa capire che non non intende vivacchiare: il neo premier dà diciotto mesi di tempo per approvare la riforma della Costituzione e cambiare sistema politico o non esiterà a lasciare l'incarico.

L'ULTIMA OPPORTUNITÀ 

Letta esordisce ringraziando pubblicamente il capo dello Stato. Napolitano, ha chiesto a tutti "di parlare il linguaggio della verità , e raccogliendo il suo appello mi rivolgo a voi con il linguaggio sovversivo della verità ".

SITUAZIONE GRAVE. UE RESTA FARO

L'analisi di Letta parte dalla considerazione che "la situazione economica dell'Italia è ancora grave". E come dimostra la sparatoria di ieri di fronte a Palazzo Chigi "il disagio rischia di trasformarsi in rabbia e conflitto". Il lavoro di risanamento compiuto da Monti ha rappresentato "la premessa" per rendere possibile la crescita. Ma ora bisogna puntare senza indugio alla ripresa dell'economia. "Di solo risanamento l'Italia muore". Di più: "senza crescita e senza coesione l'Italia è perduta". Per farlo, però, l'Italia deve restare ben agganciata all'Europa. Per dimostrare che il suo governo "è europeo ed europeista", Letta da domani compirà un viaggio a Bruxelles, Berlino e Parigi. "Pensare a un'Italia senza Europa è la più pericolosa perdita di sovranità "

FISCO E IMU.

La riduzione fiscale senza provocare nuovo indebitamento sarà "un obiettivo continuo del governo". Letta annuncia che a giugno non si pagherà la rata dell'Imu in attesa di "una riforma complessiva" delle imposte sulla casa. Il premier si prende anche l'impegno a rinunciare all'inasprimento dell'Iva. Poi Letta promette "una ferrea lotta all'evasione" condotta però da un "fisco amico": "La parola Equitalia non deve provocare brividi".

LAVORO E REDDITO MINIMO.

La mancanza di lavoro è "la grande tragedia di questi tempi". Ridare lavoro sarà "la prima priorità di questo governo". Letta pensa anche a "forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli". Per facilitare l'assunzione di giovani, possibili forme di part time per i lavoratori in attesa della pensione. Tra gli altri obiettivi, il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, il superamento del precariato anche nella pubblica amministrazione, la soluzione del problema degli esodati. Porte aperte al confronto con le forze sindacali: "I sindacati saranno protagonisti".

POLITICA RECUPERI DECENZA.

Letta si mostra severo con i partiti. "Bisogna recuperare decenza e sobrieta", dice. "Nessuno può sentirsi assolto dall'accusa di aver contaminato la politica con gesti, parole, opere e omissioni: ci sono stati 11 milioni di astenuti, sono il primo partito d'Italia, se non lo capiamo la politica è finita" E annuncia la soppressione dello stipendio dei ministri. Linea dura sul finanziamento pubblico dei partiti: dal '94 in poi si sono succedute "leggi ipocrite", ora la legge va abolita. Ma contestualmente va garantita la trasparenza e la democraticità della vita dei partiti, attuando la Costituzione.

SE SI FALLISCE SCONFITTA DI TUTTI.

Letta definisce il suo esecutivo un "temporaneo governo di servizio". Numerosi i suoi invitI a non rovinare il difficile equilibrio bipartisan: "Come italiani o si vince o si perde tutti insieme". Secondo Letta "venti anni di attacchi hanno eroso la fiducia di un'opinione pubblica esausta per le troppe risse inconcludenti".

LA FIONDA DI GOLIA.

Letta si appoggia alla storia biblica del giovane Davide che sconfigge Golia. "Come Davide

dobbiamo spogliarci della spada e dell'armatura che abbiamo indossato finora e che ci ha appesantito. Come Davide noi dal torrente delle idee abbiamo scelto i nostri ciottoli: sono le nostre proposte di programma. La fionda l'abbiamo in mano: insieme governo e Parlamento". COSTITUZIONE.

Letta spinge per una radicale riforma della Costituzione. La fiducia deve essere data da una sola Camera, l'altra può diventare una Camera delle autonomie. Le province vanno abolite. Si può pensare a una riorganizzazione delle regioni. La legge elettorale va cambiata (a titolo personale dice: meglio di questa anche il ritorno alla legge precedente, il mattarellum). Le riforme vanno appaltate a una convenzione della quale possano far parte anche membri esterni. Letta lega la vita del suo governo al successo di questo tentativo: "tra 18 mesi verificherò se il progetto è avviato verso un porto sicuro. Se sarà così il governo potrà continuare a lavorare, altrimenti non esiterei a trarne le conseguenze". 

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