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«Patto elettorale» con gli Schützen

Baratter prosciolto, reato estinto

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Messa alla prova superata e reato estinto: così il consigliere provinciale del Patt Lorenzo Baratter oggi è stato prosciolto per corruzione elettorale legato al «patto elettorale» con rappresentanti degli Schützen trentini.

Nel febbraio scorsosi era concluso con una condanna il processo agli altri due imputati - il capo degli Schützen Paolo Dalprà e il vicecomandante Giuseppe Corona - che avevano scelto il rito abbreviato: entrambi erano stati condannati per corruzione elettorale: 5 mesi e 10 giorni di reclusione decisi dal giudice Borrelli del Tribunale di Trento.

L’ex capogruppo del Patt aveva invece concordato il ricorso all'istituto della «messa in prova», che nella pratica si è tradotta in un “servizio civile” prestato dal politico all’Anffas.

Possono chiedere di usufruire della messa alla prova (misura introdotta due anni fa nell’ordinamento penale) gli imputati per i reati che prevedono la sola pena pecuniaria o la detenzione non superiore a quattro anni. Gli avvocati difensori sono Nicola Canestrini per Baratter e Dalprà e Vanni Ceola per Corona.

Il procedimento giudiziario sul caso Baratter-Schützen aveva visto inizialmente una richiesta di archiviazione da parte della Procura, ma si interpose l’opposizione presentata dal deputato del M5S Riccardo Fraccaro, con conseguente rinvio a giudizio.

Per tutti l’accusa era di corruzione elettorale o, per essere più precisi, il reato previsto dall’articolo 96 del Dpr 361/1957. Secondo l’accusa, Lorenzo Baratter «per ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale degli aderenti all’Associazione degli Schützen del Tirolo Meridionale e, comunque, del suo comandante, unitamente a Corona Giuseppe, sottoscriveva con Dalprà Paolo, comandante della suddetta associazione, un documento in virtù del quale, a fronte dell’impegno che si assumeva controparte, per il tramite del Dalprà, «di dare pieno sostegno ai due candidati», si impegnava a «farsi carico di rappresentare le istanze della Federazione degli Schützen» e di versare alla stessa, a titolo di contributo volontario» 500 euro al mese.

Gli imputati hanno sempre respinto tutte le accuse.

Oggi per Baratter il riconoscimento da parte del giudice della riuscita della messa alla prove e quindi la conseguente estinzione del reato con il completo proscioglimento.


 

I CINQUE STELLE: «CASO POLITICO. C'È STATA CORRUZIONE ELETTORALE. DIMISSIONI»

Fin qui la questione giudiziaria. Resta quella politica, con i Cinque Stelle che tornano a chiedere le dimissioni di Baratter dal consiglio provinciale.

Il deputato Riccardo Fraccaro dice che «i voti raccolti dalla maggioranza nelle elezioni 2013 sono stati inficiati da corruzione elettorale».

Rossi e la sua maggioranza si renderanno compartecipi del discredito del Trentino e della sua autonomia

I pentastellati chiedono quindi al presidente della Provincia Ugo Rossi e ai partiti del centro sinistra autonomista, che compongono la maggioranza, di prendere provvedimenti, altrimenti «si renderanno corresponsabili di una vicenda che continua a gettare discredito sul nostro territorio e sulla nostra autonomia»

LE PAROLE DEL DEPUTATO RICCARDO FRACCARO (CINQUE STELLE):


CASO BARATTER, SUL PIANO POLITICO IL PROBLEMA RIMANE. LE DIMISSIONI SONO UN ATTO DOVUTO

IL COMMENTO DELL'AVVOCATO NICOLA CANESTRINI:

«Patto elettorale» con gli Schützen, Baratter prosciolto: parla l'avvocato Nicola Canestrini

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