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Il patto elettorale con Baratter

condannati Corona e Dalprà

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Si è conclusa con una condanna il processo sul «patto elettorale» che ha visto protagonista l’ex capogruppo del Patt Lorenzo Baratter. Mentre il consigliere provinciale autonomista, in una precedente udienza, aveva già concordato la cosiddetta «messa in prova» (tradotta con un “servizio civile” all’Anffas), gli altri due imputati - il capo degli Schützen Paolo Dalprà e il vicecomandante Giuseppe Corona - hanno scelto il rito abbreviato.

E oggi per i due è arrivata la condanna per «corruzione elettorale»: 5 mesi e 10 giorni di reclusione decisi dal giudice Borrelli del Tribunale di Trento.

Alla pena si aggiunge il pagamento di 3.000 euro alla parte civile (nel processo si era fatto portavoce del danno alla comunità il deputato Cinque Stelle Riccardo Fraccaro).

LA VICENDA GIUDIZIARIA

il reato contestato è corruzione elettorale. Il reato è previsto dall'articolo 96 del Dpr 361/1957. Secondo l'accusa, Baratter per ottenere «il voto elettorale degli aderenti all'Associazione degli Schützen del Tirolo Meridionale e, comunque, del suo comandante, unitamente a Giuseppe Corona, sottoscriveva con Paolo Dalprà, comandante della suddetta associazione, un documento in virtù del quale, a fronte dell'impegno che si assumeva controparte, per il tramite del Dalprà, "di dare pieno sostegno ai due candidati", si impegnava a "farsi carico di
rappresentare le istanze della Federazione degli Schützen"» e di versare alla stessa come contributo volontario 500 euro al mese.

La difesa dei tre imputati ha sempre respinto le accuse. Accuse in cui non credeva neppure la Procura che aveva chiesto l'archiviazione, stoppata poi dal giudice Claudia Miori su opposizione di Fraccaro. Sulla base degli stessi atti, tra cui corpose indagini difensive, che hanno portato al rinvio a giudizio, si è arrivati al processo di Corona e Dalprà.

Fraccaro, assistito dall'avvocato Mattia Alfano, è stato ammesso parte civile. Non è processato invece  Baratter, che ha richiesto di avvalersi dell'istituto della sospensione del processo con messa alla prova: gli è stato accordato un periodo di volontariato, pari a un centinaio di ore, presso l'Anffas.

I CINQUE STELLE: «BARATTER E TUTTA LA GIUNTA PROVINCIALE SI DIMETTANO»

«La sentenza del giudice è stata chiara e netta: l’accordo sottoscritto alla vigilia delle provinciali 2013 dal consigliere Baratter rientra nell’ambito della corruzione elettorale. In occasione della prima udienza, Baratter aveva chiesto la sospensione del processo con messa alla prova. Si tratta, sul piano politico, di un’ammissione di colpevolezza, che la sentenza di oggi non fa che confermare. Con la condanna di Dalprà e Corona il Patt, sedicente partito autonomista alleato del Pd, è stato colto con le mani nel sacco e smascherato: la sentenza di oggi mette in discussione la stessa legittimità del Consiglio provinciale. La giunta di centrosinistra non può continuare a governare se ci sono le prove che le elezioni sono state inquinate dal voto di scambio: chiediamo, pertanto, le dimissioni immediate non solo del consigliere Baratter, ma dell’intera giunta Rossi». Lo dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi del M5S, a margine della sentenza di condanna pronunciata oggi dal giudice Borrelli nell’ambito del processo per corruzione elettorale a Paolo Dalprà e Giuseppe Corona.

E infine: «Alla vigilia delle elezioni provinciali 2013 il consigliere provinciale Lorenzo Baratter, assieme a Giuseppe Corona e al comandante degli Schützen Paolo Dalprà, ha messo nero su bianco un accordo con cui si impegnava a versare 500 euro al mese alla Federazione degli Schützen, in cambio del loro pieno sostegno elettorale. Puntualmente, una volta eletto, Baratter ha cominciato a versare agli Schützen quanto promesso. Un fatto che il M5S ha denunciato immediatamente, opponendosi alla richiesta di archiviazione del giudice Amato. La sentenza di oggi, finalmente, getta piena luce su questo fatto politicamente vergognoso. Accogliendo la nostra richiesta di risarcimento come parte civile, il giudice ha anche riconosciuto il danno alla comunità arrecato da questo patto scellerato. Siamo soddisfatti della sentenza, ma non ci fermeremo: non possiamo lasciare che i partiti continuino a svendere le istituzioni al miglior offerente. La parola va restituita ai cittadini, che hanno il diritto di essere rappresentati da portavoce onesti. Baratter deve dimettersi e il Consiglio provinciale va sciolto immediatamente».

 Parla l'avvocato Nicola Caanestrini. GUARDA il video:

Caso Baratter - condanna per il patto elettorale - parla l'avvocato Canestrini

La reazione di Walter Kaswalder, cacciato dal Patt. Leggi QUI

Nelle foto Paolo Dalprà e Giuseppe Corona. E ancora: Paolo Dalprà con Lorenzo Baratter e l'avvocato Nicola Canestrini

 

                                                                       

 

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