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Sulle riforme è scontro tra Renzi e Alfano

Al suo rientro dalla visita di Stato in Messico Enrico Letta troverà aperto un nuovo fronte di battaglia: quello tra Matteo Renzi e Angelino Alfano. Le distanze tra il segretario del suo partito e il suo vice di governo si stanno facendo pericolose. Il leader democratico spiega chiaro e tondo che se il Ncd non accetta il pacchetto di riforme del Pd (a cominciare da quella del Senato) si apre un problema tra l'azionista di maggioranza della coalizione e il partito che assicura a palazzo Madama la tenuta del governo

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Il governo verso un rimpasto

Si conferma la «maledizione delle trasferte»: Letta va in missione all'estero e al suo governo viene la tachicardia, preda delle tensioni provocate dal lavoro (il Jobs Act di Renzi bocciato da Alfano, ma non solo) e dalla legge elettorale (continua la «guerra delle agende» tra il segretario Pd che vuole subito la riforma e il premier che vorrebbe posporla). Ad aggravare il quadro, le grane generate dai singoli ministri, per un'allarmante reazione a catena che rischia di far saltare in aria l'esecutivo. Ultimo caso, quello del ministro Nunzia De Girolamo

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Biancofiore: «Da Alfano un bacio di Giuda»

Alfano «è ancora in tempo per riconquistare il rispetto di tutti e mostrare un vero piglio da leader. Chieda al PD e a Letta di evitare il voto di decadenza di Berlusconi. Se lo fa, come la coscienza dovrebbe indicargli, siamo pronti a rivedere il giudizio su di lui». Così Michaela Biancofiore di FI. «In caso contrario, come temo, le sue parole equivalgono, tanto per rimanere nell'ambito del vangelo da lui citato, al bacio di Giuda», conclude Biancofiore

Biancofiore: Alfano con il Pd, noi all'opposizione

«Alfano ci ha hanno di fatto messo all' opposizione, scegliendo una deriva  completamente a sinistra e confermando un governo monocolore Pd»: lo afferma Michaela Biancofiore, una delle fedelissime di Silvio Berlusconi ed ex sottosegretario del governo Letta. E spiega: «Angelino è stato tirato per la giacca da gente che ha ben altri interessi rispetto ai suoi. Lui è un ambizioso; alcuni di questi cercano un salvacondotto giudiziario o la speranza di essere stipendiati per l'intera legislatura, che sarà anche la fine della loro carriera politica».

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Pdl, tensione tra falchi e colombe

È guerra totale tra «lealisti» e Alfaniani per il controllo del Pdl. E Silvio Berlusconi rimane in campo per una difficile mediazione che eviti la scissione. Lo ha ripetuto anche ieri ai fedelissimi: farò tutto il possibile per l'unità del partito. Ecco perchè dopo nemmeno un giorno ad Arcore, l'ex capo del governo è atteso già oggi nella Capitale per riprendere i fili di una mediazione (che al momento resta complicata) ed evitare che alla fine il Pdl si spacchi

I nuovi leader: Letta, Alfano, Renzi e Tosi

L'analisi del nuovo scenario politico di Paolo Micheletto: «Verso un futuro che non potrà essere quello di Bossi o di Borghezio al Nord né quello di Boso in Trentino. Perché riteniamo che le “sparate” come quelle del parlamentare Gianluca Pini facciano male soprattutto a chi cerca di migliorare l’immagine della Lega e di risalire faticosamente dai disastri dell’ultimo Bossi e del suo Cerchio magico»I tuoi commenti