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Rave party a Pramarquart

Scoppiano le contestazioni

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Stanno diventando ormai un appuntamento fisso i raduni clandestini, (i cosiddetti «Rave party»), che ad ogni estate puntualmente vengono organizzati sui prati di Pramarquart, nella vasta area che fino a qualche decennio fa ospitava le polveriere dell'esercito. Una zona particolarmente isolata a valle della strada che conduce al rifugio Maranza, nella conca sotto al secondo ripetitore Tv, evidentemente ritenuta ideale dai «raver» per una massiccia dose di «musica» techno esentasse.

Ecco quindi, dopo l'immancabile tam-tam sui social, camion, gruppi elettrogeni, camper, tende e gazebo che in poche ore già da venerdì scorso hanno eretto un vero e proprio villaggio musicale con migliaia di watt a disposizione, smobilitato solo domenica notte. Il problema è che la zona è completamente in fascia boschiva, con divieti di transito bene in evidenza e, come se non bastasse, nella giornata «clou» di sabato, la strada per Maranza era praticamente bloccata dalle decine e decine di automobili parcheggiate in qualche modo sul ciglio della già stretta carreggiata ed in ogni slargo che dalla località «Piani» porta a Pramarquart. 

Da qui le proteste e le decine di telefonate in Questura ed ai Carabinieri che segnalavano il problema e la pericolosità della situazione dovuta anche a qualche incontro ravvicinato con automobilisti, in evidente stato di alterazione, che domenica mattina rientravano dal «party». «Non è possibile - dice un residente che transitava in zona - che noi, giustamente, veniamo multati quando transitiamo su strade forestali in auto od in moto e invece qualcuno goda di una sorta di immunità, francamente incomprensibile. Giusto e legittimo il divertimento dei giovani - conclude - ma rispettando le regole e la convivenza civile come ogni comune cittadino». 

Le forze dell'ordine, da noi contattate, hanno ammesso di essere a conoscenza del problema e garantiscono di avere la situazione «attentamente monitorata», certo non sarebbe male l'identificazione degli organizzatori per eventuali contestazioni e per avere quantomeno qualche riferimento «fisico» nel caso di eventuali danni. Sarebbe inoltre opportuno fin da oggi un controllo da parte degli organi preposti (Comune, Azienda Forestale) per verificare eventuali residui di questo ennesimo «weekend techno» e, a breve termine, consolidare gli sbarramenti (ora rimossi), per impedire l'accesso a queste aree boschive.

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