Pipinato e Filippi (Upt): «Scene sconcertanti al funerale di Held»

“Riposi in pace”. Ma anche no, visto che il giorno dopo i funerali si parla ancora di Armando Held e soprattutto della cerimonia con la quale la comunità dei Sinti, trentina e nazionale, ha voluto salutarlo e rendergli omaggio, secondo la propria tradizione. 

Dal fronte politico sono tantissime le reazioni. Se alcune puntano il dito più che altro su permessi, autorizzazioni e disagi per il traffico, altre sono durissime. Il consigliere provinciale Rodolfo Borga sottolinea che “il deceduto era un pluripregiudicato e in suo onore sono stati organizzati funerali faraonici, nel corso dei quali la persona del defunto è stata esaltata in ogni modo possibile. Di fatto un’intera comunità si è mobilitata, con il concorso di zingari provenienti da ogni parte d’Italia, per rendere pubblicamente omaggio ad una persona che nel corso della sua vita ha ampiamente dimostrato scarsa (per usare un eufemismo) propensione alla legalità ed al lavoro onesto. Ogni defunto merita il ricordo di famigliari ed amici. Non è questo il punto. Ma tra il ricordo privato e la pubblica esaltazione di un certo modello di vita da parte di un’intera comunità corre un abisso. Lasciando perdere ogni considerazione di carattere moralistico, chiediamo come sia possibile integrare in Trentino una comunità che rifiuta apertamente i valori che sono invece propri della comunità trentina”. 

Maurizio Fugatti ritiene “quantomeno “inopportuno” che all’interno di un luogo di culto cristiano i presenti alla cerimonia, sinti provenienti da tutto il nord Italia, si siano presentati con bottiglie di birra e di champagne, suonando le chitarre per festeggiare ed omaggiare Armando Held. 

Considerato poi che ad un certo punto in chiesa, nel corso della cerimonia, sarebbe apparso uno striscione rivolto al defunto con scritto «sei il numero uno», riteniamo la comunità Sinta abbia avuto in generale un atteggiamento “irrispettoso ed sfrontato” per dare l’ultimo saluto ad un suo membro, che non può certo essere visto come un simbolo di “moralità e legalità” da seguire, considerato che lo stesso è deceduto (tragicamente, continuiamo a sottolineare) dopo aver messo a segno un furto ai danni di un’automobilista. Automobilista che ora comunque, va ricordato, rischia l’accusa di omicidio stradale colposo per il fatto di avere provato a difendersi e a riprendersi la borsa che le era stata sottratta”.

Andrea Maschio, Marco Santini, Paolo Negroni, consiglieri comunali Movimento 5 Stelle Trento, interrogano il sindaco: “È stata fatta una manifestazione pubblica con uso di alcolici fuori e dentro la chiesa oltre al blocco del traffico. Nel pieno rispetto della cultura e delle tradizioni Sinti crediamo che i modi utilizzati non siano stati poco corretti. Ci domandiamo come sia stato possibile che si svolgesse in tale modo pur sapendo in anticipo data e luogo del funerale”. 

Duro anche l’Upt, per voce del presidente Fabio Pipinato e del coordinatore cittadino Carlo Filippi: “Siamo sconcertati nell’aver visto capibanda con la bottiglia in mano dettare condizioni alla polizia municipale che voleva far scorrere il traffico e gli autobus in via Veneto. Intollerabile. L’aver festeggiato con spumante e birra, dentro e fuori la chiesa, il congedo di un loro parente non permette a lor signori di lordare i passanti e tantomeno di bloccare il traffico per più di un’ora. Armando Held non è Vittorio Casamonica. Trento non è Roma”. 

La bacchettata arriva immediata da Lorenzo Dellai: “Può senz'altro essere vero che ci siano state manifestazioni inopportune e riprovevoli, benché da interpretare alla luce di culture diverse dalla nostra, ma chi paragona tutto questo al funerale organizzato dalla famiglia Casamonica a Roma semplicemente dimostra di non avere la più pallida idea di cosa significhi la presenza di questa famiglia e delle sue emanazioni nel rione Don Bosco - Cinecittà e nelle altre periferie della capitale e dunque di cosa abbia rappresentato quel funerale in rapporto al controllo criminale del territorio e alla cultura della illegalità. In altre parole, non sa di cosa parla. Confondere problemi di traffico cittadino o di buon gusto con le questioni della pervasiva presenza delle reti criminali e dei loro simboli di potere è l'esatto contrario di ciò che ci si attende da un partito responsabile e capace di cultura di governo. Ciò va detto anche se a farla fuori dal vasino sono gli esponenti di quello che dovrebbe essere ancora (ma purtroppo ogni giorno di più mi sorgono dubbi) il mio partito”.

I VIDEO DEL FUNERALE

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