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«Help Center» alla stazione dei treni di Rovereto

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Le Ferrovie dello Stato hanno inserito Rovereto nel progetto «Help center», l’apertura di punti di ascolto nelle stazioni dei treni contro l’emarginazione e il disagio. In piazzale Orsi, però, grazie all’interessamento del Comune si andrà decisamente oltre.
 
Non sarà infatti attivato solo lo sportello per senzatetto e persone con dipendenze o fragilità ma entrerà in funzione un vero e proprio ufficio informazioni e orientamento della città della Quercia. Ad assicurarlo è l’assessore alle politiche sociali Mauro Previdi che ha accolto l’apertura dell’ente di trasporti per offrire gli spazi vuoti dello scalo a un’iniziativa di condivisione. Perché stavolta non si tratta di social network o applicazioni buone per confrontarsi solo attraverso gli smartphone ma di ambienti gestiti e animati da persone in carne ed ossa.
 
L’amministrazione comunale affiderà il servizio a un pool di associazioni per attivare l’«Accademia di Comunità» che si baserà su una progettazione condivisa. L’obiettivo è coinvolgere più gente possibile e il bando del Comune, non a caso, prevede una disponibilità a progettare e poi lavorare assieme. A questa sorta di appalto sociale, per servizio civile, hanno risposto in quattro: Irene Bonvicini, Riccardo Folladori, Margherita Dalmonego e Abdou Sowe. Due di loro saranno scelti per affiancare la squadra che si occuperà del progetto. Che durerà un anno con un piano orario che prevede un impegno settimanale di 30 ore distribuite su 4 giorni. I due giovani scelti dal Comune lavoreranno insieme ad altre sette associazioni culturali presenti sul territorio cittadino e unite sotto il nome di «Brave New Alps».
 
L’«Accademia di comunità», grazie ai locali messi a disposizione dalle Ferrovie in stazione - 150 metri quadrati con giardietto - vuol creare un luogo usato a fini sociali e culturali, ma non solo. In campo ci sono due soggetti: il Comune - che con 25 mila euro garantirà i lavori di sistemazione degli spazi - e «Brave New Alps» di Nomi, un network di associazioni che si occupano di cultura, sociale e mondo giovanile. Loro sono il fulcro, che potrà essere allargato: sono disponibili a coordinare la progettazione e ad occuparsi della gestione ma con l’impegno di assicurare l’apertura alla partecipazione di ulteriori soggetti del territorio.
 
Gli obiettivi sono garantire uno spazio di accoglienza e intrattenimento in rete con la città: le iniziative che partono da lì devono coinvolgere altre strutture e viceversa, in un continuo rimando virtuoso. Due i target principali: i giovani e i soggetti deboli. In piazzale Orsi dovrebbe sorgere un luogo che dà risposte ma anche che «fotografa» il territorio e vede eventuali nuovi fenomeni sociali emergenti. Ma in realtà quello spazio dovrà essere aperto a tutti. Nella «Comunità» si dovranno organizzare attività culturali e di aggregazione, potrà trovare spazio qualche servizio comunale e sarà possibile mettere in vendita qualcosa, per autofinanziarsi.
 
L’altro bando, quello per partecipare alla progettazione vera e propria, rimarrà aperto fino al 10 settembre. Dopo quella data, il gruppo di progettazione avrà tempo 4 mesi per presentare la propria proposta, che sarà valutata da una commissione in cui saranno rappresentati sia il Comune che le Ferrovie.

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