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Rurale, rosso di 8 milioni
Crediti, svalutati 15 milioni

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La Cassa Rurale di Rovereto chiuderà il bilancio 2016 con una perdita intorno agli 8 milioni di euro. Si tratta di un risultato negativo molto inferiore, praticamente un terzo, rispetto al pesante rosso di 25 milioni del 2015.

Tuttavia è una perdita che grava ancora una volta sul patrimonio della Cassa, già sotto pressione per le rettifiche degli anni precedenti. Così, per mantenere i parametri di vigilanza, il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine, la società di sistema che controlla Phoenix Informatica Bancaria, ha convertito in «quasi capitale» 4 milioni di un prestito subordinato sottoscritto nel 2015.

La questione è molto tecnica ma si può spiegare così: la Rurale di Rovereto, considerando i dati del bilancio semestrale al 30 giugno 2016, aveva un patrimonio «di classe 1», cioè il capitale e quasi capitale, il cuore della solidità di una banca, pari a 42,3 milioni e un patrimonio «di classe 2», in cui cioè al capitale si aggiungono i prestiti subordinati, pari a 59,4 milioni. Questo a fronte di 505 milioni di crediti e di 1 miliardo di attivo.

Attraverso i calcoli previsti dalle regole di Banca d’Italia e dell’Europa, si stabilisce se il patrimonio della banca è sufficiente per garantire quel volume di crediti e di attività. Con la perdita di 8 milioni sarebbe stato intaccato il capitale di classe 1, quello più pregiato, e quindi Fondo Comune ha trasformato una quota dei prestiti subordinati (classe 2) in prestito irredimibile, che rientra nella classe 1.

«Abbiamo previsto le cose per tempo e abbiamo fatto le operazioni necessarie per rispettare i parametri - spiega il presidente della Rurale di Rovereto Geremia Gios (nella foto) - Ora i requisiti di capitale sono abbondantemente rispettati».

La semestrale si era chiusa con una perdita contenuta a 2,6 milioni. Come mai è salita? «Abbiamo fatto una ulteriore pulizia di crediti deteriorati per 15 milioni - sottolinea Gios - In pochi mesi di lavoro abbiamo dovuto ridurre i costi e ripulire la banca dalle sofferenze». La gestione Gios della Rurale è partita a metà 2016.

I prestiti come vanno? «I crediti sono diminuiti ma non di molto» afferma Gios, che conferma il limite di 3 milioni ai nuovi finanziamenti: «Per ridurre i rischi». Resta aperta la questione delle fusioni. «È prematuro parlare delle prospettive» dice Gios.

C’è chi sostiene che, accanto alle ipotesi trentine, si sia affacciata quella di una fusione interregionale con la Bcc Alto Vincentino di Schio, zona dove la Rurale di Rovereto ha 5 filiali. Non ci sarebbero problemi di gruppo nazionale: anche Alto Vicentino è orientata su Cassa Centrale.

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