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Wakeboard a Ledro,

vandalismi all'impianto

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Il cordino in nylon che assicura l’imbragatura alla struttura mobile tranciato di netto, e un paletto in legno della recinzione divelto dal terreno. Sono i danni arrecati, per mano di ignoti nella notte tra venerdì e sabato, alla struttura per il wakeboard di Pur, rinvenuti dallo stesso titolare della licenza, che ieri mattina ha fatto l’amara scoperta.
Un gesto vandalico sul quale stanno indagando i carabinieri della compagnia di valle ma che ha subito fatto scattare indignazione tra la popolazione, non tanto per l’aspetto materiale del danno (si tratta di poche decine di euro) quanto per l’odioso atto.
Se a pochi giorni dall’avvio dei lavori per la realizzazione dell’opera, che ancora a fine giugno aveva diviso tra favorevoli e contrari molti ledrensi e turisti affezionati alla valle (l’Adige ne aveva riportato a suo tempo tra queste pagine), a lasciare perplessi ora tutti quanti è ciò che viene visto come un vero e proprio gesto di intolleranza nei confronti del progetto. Un progetto nato per iniziativa di un privato ma che aveva attizzato il fuoco delle polemiche per via del luogo individuato dall’amministrazione comunale per la nascita della struttura: la spiaggetta situata all’entrata della piana di Pur, a lato della strada, un angolo discreto del litorale ledrense amato da molti bagnanti proprio perché distante dalla folla delle spiagge maggiori. Secondo molti, la giunta di Girardi non si sarebbe infatti confrontata con la popolazione e avrebbe tenuto all’oscuro il consiglio comunale dell’iniziativa, accuse che il sindaco aveva rigettato. «L’opera ha ricevuto il via libera da parte dei Bacini montani e dei Servizi provinciali mentre noi ci siamo limitati a rilasciare una concessione quinquennale allo svolgimento dell’attività del wakeboard (sport acquatico nato dalla fusione tra lo sci nautico e lo snowboard) - era stata la replica di Renato Girardi - abbiamo dato il benestare a un’iniziativa privata per un rilancio dell’intera zona, assieme al ripristino della spiaggia, il rifacimento dell’area per i cani, la realizzazione di servizi wc-docce, di nuovi parcheggi e la sistemazione della pineta».
A poco però erano valse le rassicurazioni sull’impatto ambientale e su eventuali limiti alla fruizione della spiaggetta pubblica. «Sarà una struttura smontabile, composta da 2 torri alte 6 metri, con struttura in acciaio, removibili nel periodo invernale, ancorate a terra da 2 blocchi di cemento di un metro cubo circa, anch’essi sgombrabili, che tramite un cordino in metallo lungo un centinaio di metri permetterà a chiunque (bambini compresi) di scivolare sul lago nei mesi estivi, divertendosi» - aveva concluso Girardi. Alle preoccupazioni e alle domande ancora in sospeso sull’argomento, che con l’atto vandalico dell’altra notte è tornato a gettare benzina sul fuoco delle polemiche, cercherà comunque di dare risposta il sindaco domani sera, in occasione della seduta ordinaria di consiglio comunale (in programma alle 19 presso la sala dell’ex municipio di Tiarno di Sotto), indetta tra le varie cose anche per presentare ed approvare il piano di riqualificazione delle sponde del lago.

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