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Il sogno di Greta è realtà

Calciatrice negli Usa

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Ha coronato il suo sogno ed è volata negli «States» per giocare a calcio da professionista. Il 9 agosto Greta Brunello, classe 1997, di Carisolo (nella foto, con la maglia a righe e insieme alla sorella gemella) è partita per una nuova avventura. Determinata e con tanta voglia di mettersi alla prova è sbarcata a New Haven dove studierà e giocherà nella squadra femminile della Southern Connecticut State University.

Un traguardo importante che famigliari, allenatori e amici hanno voluto salutare con una bella festa a sorpresa.
L’anno scolastico non è ancora partito, ma quello sportivo sì e per Greta i primi allenamenti sono già realtà: «la mattina ci riscaldiamo un po’ - racconta tramite WhatsApp - facciamo un po’ d’esercizi sulla fascia o centrale e poi sui campi piccolini fino a giocare 11 contro 11. La tecnica è quella di provare prima in “piccolo”, per capirlo bene, e poi ripeterlo in un campo grande. Il pomeriggio invece è più tipo circuito, con quattro o cinque stazioni».

Durante le prime settimane la volontà è prima di tutto quella di ambientarsi: «ogni tanto - aggiunge - sono un po’ fuori dal gruppo, ma andrà meglio».

Per il momento però la nostalgia non si fa sentire «forse - scrive - ho troppe cose da fare per pensarci e poi 3 mesi lontana li ho fatti ancora... vedremo più avanti».

A portare Greta a questo risultato quasi un anno e mezzo di preparazione. Qualche viaggio di un paio di mesi - rispettivamente a dicembre 2016 e a dicembre 2017 - per cercare i contatti con le squadre e capire quale percorso intraprendere. Un’amichevole giocata con la squadra femminile, dove serviva un difensore centrale - il suo ruolo, per farsi apprezzare ed infine la risposta positiva del college.
Da lì i tempi tecnici: per la domanda di borsa di studio, per la richiesta del visto e per allenarsi al meglio con l’obiettivo di farsi trovare in forma.

Una partenza che amici e parenti hanno salutato regalandole una festa a sorpresa: «l’idea - spiega la sorella gemella, Martina - è partita da alcuni clienti del bar che gestiscono i miei genitori, il Ser Artur nella piazza del paese. All’inizio abbiamo fatto fatica a portarla lì, perché voleva fare un test fisico e diceva di non aver tempo, poi quando ha capito che eravamo tutti lì per lei si è divertita».

Ed è proprio con Martina che la sua passione per il calcio è sbocciata «avrò avuto 6 anni - prosegue la sorella - e sono riuscita a convincere mia mamma a portarci a vedere gli allenamenti. Poi ho iniziato a giocare a calcio e, dopo mezza stagione, è venuta anche Greta». Una scelta che le due sorelle hanno condiviso prima nella Scuola Calcio Val Rendena e poi a Bolzano nel CF Südtirol.

Assieme si sono diplomate al Liceo della Montagna di Tione e hanno superato l’esame per diventare maestre di Sci di Fondo. Un paio di stagioni fa le loro strade, calcistiche, si sono divise «io - spiega Martina - ho scelto di proseguire gli studi a Brescia, seguendo Scienze della Formazione e, per far combaciare i tempi dello studio gioco nella squadra di Calcio A 5 Alta Giudicarie. Greta invece voleva andare in America a giocare. Era una cosa a cui teneva molto, è stata molto determinata e sono contenta perché ci è riuscita».

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