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Reddito di cittadinanza

e quota 100: arriva l'ok 

Sperimentazione per tre anni, e garanzie per il Nord

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Governo, ministri, Conte, Di Maio, Salvini, decretone

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Arrivano il reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. Dopo sette mesi di discussioni e vertici, nonostante un taglio delle risorse in manovra, le misure di bandiera del governo giallo-verde prendono forma in un decretone varato «in venti minuti» in Consiglio dei ministri di ieri sera. Ora il decreto dovrà essere convertito nelle Aule di Camera e Senato.

Riguarderanno «1 milione di pensionati e 5 milioni di poveri»: quota 100 (che consente di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi versati) creerà «1 milione di posti» e il reddito avrà norme «antidivano».

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dà la parola a Luigi Di Maio e Matteo Salvini per illustrare, con slide, le misure. «Ora realizzeremo tutto il contratto di governo», sorride il capo M5s. «Saranno 10 anni entusiasmanti», rilancia il leader della Lega, a smentire le tensioni.

Ma fino all’ultimo il varo del decretone è tribolato. Solo un vertice mattutino di Conte con i due vicepremier scioglie gli ultimi nodi. Sul tavolo del governo restano dossier spinosi, dalla Tav, al nuovo presidente Consob, fino alle banche in difficoltà. Ma a sera c’è spazio solo per sorrisi e «felicità»: scende a 252 punti anche lo spread, ai minimi da settembre.
I triumviri posano in piedi, davanti a una distesa di bandiere tricolore e dell’Ue, per una lunga conferenza stampa.

Nessun «caso» l’assenza del ministro Giovanni Tria, assicura Conte: ci sono «i due proponenti», che sono i leader di partiti che proprio sulle due misure puntano come volano per le prossime elezioni europee. «Come sembrano lontane le settimane dell’infrazione: a maggio ci sarà un nuovo Rinascimento europeo», proclama Salvini. Mentre il premier respinge per ora al mittente le ipotesi di manovra correttiva: «Il nostro non è un ottimismo irragionevole. Vediamo anche noi che si profila una congiuntura non favorevolissima, ma dateci tempo», dice.

Le misure, dunque. Valgono «22 miliardi, soldi veri». E partiranno entrambe ad aprile, sottolineano Di Maio e Salvini, con l’ausilio di slide sobrie, con un logo stilizzato «RC» a presentare il reddito di cittadinanza e una riga tricolore a sottolineare «Quota 100». «Non solo promesse elettorali, ma un progetto di politica economica sociale», afferma Conte.

LA CONFERENZA STAMPA DEL GOVERNO

 «Fondiamo un nuovo welfare State al passo con l’Europa», con una «rivoluzione del mondo del lavoro», annuncia Di Maio. Il leader M5s rassicura sui punti più controversi della misura pentastellata, digerita solo ad alcune condizioni dalla Lega. Non andrà tutta al Sud, dice, ma per il 50% al Mezzogiorno e per il 50% al centronord. E non sarà puramente assistenzialista: ci sono norme «anti-divano» e per evitare gli abusi e «non converrà rifiutare la prima offerta di lavoro, perchè la seconda può essere più lontana, e la terza in tutta Italia».

E ancora, spiega Di Maio, si stimolerà l’economia perchè «chi non spenderà entro il mese i soldi con la card li perderà». Ci saranno anche le pensioni di cittadinanza da 780 euro per i singoli a 1032 euro per i nuclei familiari. E si è posto rimedio sul tema dei disabili, su cui la Lega aveva alzato barricate, minacciando di non votare la misura: «Ci sarà un’integrazione per 255mila famiglie con persone con disabilità», dice Di Maio. E Salvini non esclude che nel passaggio parlamentare si faccia di più.

Nell’ultima versione del testo ci sono due «clausole» taglia spesa, una per il reddito e una per le pensioni. Per garantire che non si sforino gli stanziamenti per quota 100, a «pagare» potrebbe essere il ministero di Di Maio. Ma lui difende la misura, introdotta in via sperimentale per tre anni: «È un diritto inviolabile». E Salvini, che dedica la misura a Monti e alla Fornero («Piangerà ancora») rilancia: «I soldi ci sono per tutti e se avanzano andranno ad abbassare le tasse. Le uscite creeranno 1 milione di posti di lavoro. E garantiamo il tfs senza costi per gli statali. L’obiettivo resta quota 41 per le pensioni».

Il ministro sostiene che dalle misure targate Lega, da flat tax a pace fiscale, vengono coinvolti 10 milioni di persone. Nel giorno in cui Silvio Berlusconi annuncia la sua candidatura, la Lega lancia così la volata elettorale, per confermare nelle urne delle europee la crescita dei sondaggi.

Ma da qui al voto, altri dossier possono impensierire il governo. A partire dalle crisi bancarie. Alla Bce che chiede alle banche maggiori coperture sui crediti deteriorati, risponde lapidario: «S’attacca, come si dice a Oxford...». Ma su Mps non esclude un intervento: «L’obiettivo è tutelare i risparmiatori, con la certezza che le istituzioni europee ci permetteranno di farlo senza dettare legge in casa nostra».

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