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Ghezzi nel mirino per il «ricordo»

di Boso: «Ispirò il salvinismo»

Ieri ai funerali centinaia di persone, con Umberto Bossi e Borghezio

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Nel giorno dei funerali di Enzo Erminio Boso (anzi, la sera prima), scoppia la polemica per il breve ma feroce commento del consigliere provinciale Paolo Ghezzi, di «Futura 2018», che su Facebook augura a Boso «di riposare in pace», ma non dimetnica le moltissime prese di posizione del leghista che diceva di esultare quando i migranti morivano in mare, e non solo.

Il commento del giornalista consigliere è eloquente: «Se n’è andato Boso, proto-leghista di straripante energia, prototipo del valligiano arrabbiato perfetto per i tv show nazionali, principe degli anti-buonisti, a suo agio nella casta ma fabbricatore seriale di slogan anti-casta. Impossibile essere d’accordo con le sue idee contundenti e con l’aggressività machista che trasudava, gli si può riconoscere una terrificante coerenza e la sanguigna vitalità, da leader barricadero sulle barricate sbagliate. Burbera semidivinità bossista, ha sicuramente la colpa di avere ispirato il cattivismo di Salvini. Ma, dopo aver combattuto la sua guerra, riposi in pace anche Enzo Erminio Boso, da Pieve Tesino (l’unica cosa, il luogo di nascita, che aveva in comune con De Gasperi)» scrive Ghezzi.

Ieri moltissimi i commenti di biasimo (ma anche si approvazione) a questo messaggio. Fra chi ricorda a Ghezzi che nella morte tutti siamo uguali, e dobbiamo essere accompagnati dalla pietà; ma anche chi augura a Boso di non essere «lassù» come gli ha auspicato Matteo Salvini, bensì «laggiù» per i pensieri cattivi che ha propagandato in vita.

Intanto in centinaia, arrivati da ogni parte del Trentino e del Nord Italia, hanno gremito nel primo pomeriggio di ieri le chiesa parrocchiale di Pieve Tesino per i funerali di Enzo Erminio Boso, tra i primi fondatori della Lega Nord del Trentino.

Nei primi banchi, vicino alla compagna Marisa ed ai nipoti Mirko e Manuel, vi era buona parte della Giunta e del Consiglio provinciale insediatosi da poche settimane, mentre alla cerimonia, tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, erano presenti anche gli storici esponenti del partito nazionale Umberto Bossi e Mario Borghezio.

Alle loro spalle, stretta nelle tre navate gotiche della piccola chiesa di montagna, vi era l’intera comunità della zona, ma anche rappresentanti e amministratori locali, senatori e parlamentari trentini dell’odierna e delle passate legislature, segretari di partiti alleati e avversari al centrodestra, militanti della Lega e affiliati alle diverse associazioni locali e nazionali a cui Boso, cacciatore ed ex carabiniere, apparteneva. Molti in lacrime, alcuni con il fazzoletto verde al collo, oppure con il simbolo del partito appuntato al bavero, ma anche con i gagliardetti delle associazioni combattentistiche, una moltitudine di persone ha così voluto esprimere l’ultimo saluto ad uno degli ideatori e per molti anni anima della Lega provinciale, venuto a mancare improvvisamente, all’età di 73 anni, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, a causa di un infarto.

«Tutti noi che l’abbiamo conosciuto - ha detto, con la voce rotta dalla commozione, lo stesso Fugatti - pensavamo fosse eterno ed immutabile, come le sue montagne. Era un uomo buono, generoso, pronto ad offrire il proprio aiuto a chiunque ne avesse bisogno. La sua vita è stata costellata di esempi di aiuto per il prossimo e per il proprio territorio, sia trentino, sia nazionale. Il suo impegno, con l’intuizione di seguire Umberto Bossi sin dall’inizio, lo aveva portato lontano. Ha fatto tutto rimanendo una persone semplice, certo con un carattere a volte difficile, ma sempre ancorato alla genuinità dell’origine».

Il ricordo del presidente della Provincia, seguito all’omelia del parroco Bruno Ambrosi, è stato accolto da un lungo applauso dei presenti.

Ma non vi erano solo il popolo della Lega ma anche tanti volti noti del modo politico locale, tra cui anche il segretario del Patt Franco Panizza. Nelle prime file erano il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, Umberto Bossi e Mario Borghezio, assieme al presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder al segretario provinciale della Lega Mirko Bisesti e alle assessori Stefania Segnana e Giulia Zanotelli e ai consiglieri Alessandro Savoi, Alessia Ambrosi e Mara Dalzocchio. Non mancavano poi il senatore Andrea De Bertoldi (Fratelli d’Italia), l’ex senatore Sergio Divina, i consiglieri provinciali Devid Moranduzzo, Katia Rossato, Claudio Cia (Agire) e Luca Guglielmi (Fassa). Erano inoltre presenti quasi tutti i consiglieri del Gruppo Lega Nord del Comune di Trento e diversi esponenti locali.

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