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Tonini o Fugatti, appello al voto utile

«Un voto in più per fare il presidente»

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Diventerà presidente della Provincia chi prenderà un voto in più degli altri candidati. E il nome si conoscerà subito, il giorno dello scrutinio, non serviranno accordi politici post voto. L'elezione diretta del governatore del Trentino prevede infatti che siano gli elettori nell'urna a sceglierlo e il premio di maggioranza fa sì che il candidato presidente che prende più voti degli altri - qualunque sia la percentuale - si aggiudichi la maggioranza del consiglio provinciale, ovvero 18 seggi (governatore compreso) su 35. 

Per questo motivo, benché ci siano 11 candidati alla presidenza della Provincia, la disfida realisticamente si gioca intorno a due concorrenti principali. Da una parte c'è Giorgio Tonini , che guida l'Alleanza democratica e popolare per l'autonomia con Pd, Upt e Futura 2018. Dall'altra c'è Maurizio Fugatti , che ha raccolto intorno a sé una «coalizione del cambiamento» con ben nove liste, tra cui i partiti del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Fugatti-Udc) e le civiche territoriali Progetto Trentino, Civica Trentina, Agire, Autonomisti popolari e Fassa. Gli altri 9 candidati, infatti, corrono sostenuti da una sola lista, o al massimo con due, come la candidata della sinistra Antonella Valer, benché il Movimento 5 Stelle da solo - guardando i risultati nazionali - questa volta anche in Trentino potrebbe fare un risultato a due cifre (nel 2013 si fermò al 5,84%). 

Fatto sta che, visto lo scenario di frammentazione, con la presenza di tanti candidati presidente monolista, e consci del sistema elettorale, Fugatti e Tonini nella loro campagna elettorale stanno invitando a non disperdere il voto, ovvero a concentrarlo su chi può vincere. Accanto alla necessità di ottenere almeno un voto in più degli avversari per conquistare la presidenza e la maggioranza assicurata di 18 seggi, i candidati devono tener conto anche del fatto che se vincono bene il premio di maggioranza e quindi il numero di seggi conquistati aumenta. La soglia che fa scattare il premio maggiore è il 40%. Il candidato che raggiunge almeno il 40% dei voti validi si aggiudica non più solo 18 ma 21 seggi (presidente compreso), rendendo più solida la maggioranza e il numero può crescere ancora in base alla percentuale, fino a un massimo di 24. 

Sulla base del rischio per il vincitore di trovarsi con una maggioranza risicata di un solo seggio in più delle opposizioni, i candidati monolista ritengono di poter contare comunque, dopo le elezioni, in una eventuale trattativa con il presidente eletto, che potrebbe ritenere utile allargare la sua coalizione.
Ma sia Fugatti che Tonini escludono - in questa fase di campagna elettorale - ragionamenti di questo tipo. Il loro obiettivo ora è conquistare la presidenza e con la maggioranza più solida possibile, il che farebbe cadere ogni castello eventualmente costruito dagli altri candidati sconfitti. 

«Quello che conta - spiega Giorgio Tonini - è arrivare primi. Con un voto in più si diventa presidente della Provincia e questo è il nostro obiettivo. I candidati presidente che non hanno chance stanno facendo una campagna elettorale proporzionalistica, come se il presidente si decidesse dopo e il loro apporto può essere decisivo. Invece, lo decidono con il voto gli elettori. La questione del numero di seggi, se 18 o 21 è per ora un pensiero del tutto secondario».
Anche Maurizio Fugatti non ci pensa perché, come Tonini, dice: «Credo che si debba puntare a vincere e nel miglior modo possibile. Siamo una coalizione coesa e ampia e chiediamo il voto ai trentini per il nostro progetto di cambiamento. Penso - aggiunge il candidato del centrodestra - che i cittadini siano consapevoli del sistema elettorale maggioritario e dell'importanza del voto utile. Se scelgono di dare il voto a noi o a Tonini, consentono agli unici che possono vincere di avere una maggioranza ampia con la quale poter governare senza eccessive perdite di tempo. Per questo faccio un appello al voto utile».

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