Salta al contenuto principale

Ce l'ha fatta O'Brady: a piedi

da costa a costa nell'Antartide

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
4 minuti 15 secondi

Ce l’ha fatta Colin O’Brady, l’ex marine americano - atleta di triathlon ed endurance - è il primo uomo ad aver attraversato l’Antartide a piedi in solitaria: «Mi sono preparato. La mia mente, il mio corpo e il mio spirito. Per qualcosa che dicono sia impossibile e dimostrarvi che niente è impossibile. Tenterò per la prima volta al mondo la traversata senza aiuto in solitario dell’Antartide. Un viaggio di mille miglia attraverso un territorio ghiacciato. Questo progetto è dedicato a chiunque pensi che i suoi sogni siano impossibili. Fai il primo passo. Rendilo possibile» aveva annunciato così la sua impresa, il 18 ottobre in un video postato su Youtube. E ce l’ha fatta. Nessuno lo aveva mai fatto prima: da solo, senza alcuna assistenza: 1600 chilometri in 24 giorni.

La sua è una storia di rinascita: l’idea gli era venuta quando era steso sul letto di un ospedale thailandese. Il 25% del corpo ustionato, le gambe e piedi gravemente feriti, ricoperti di garze. Di fronte a lui, che poche ore prima aveva deciso di saltare una corda infuocata durante una festa in spiaggia, una sedia a rotelle. «Non tornerai più a camminare come prima», gli avevano detto i medici. Ma lui, dopo un primo momento di scoramento, aveva deciso che ce l’avrebbe fatta. Era il 2008, poi il ritorno a Portland, la riabilitazione e quella prima gara di triathlon.

Ma invece di fermarsi alla disciplina che mescola bici, corsa e nuoto, Colin ha cominciato a scalare le montagne. E così, subito dopo aver chiesto a Jenna di sposarlo, è partito all’inseguimento del Grande Slam degli esploratori. Scalare cioè le sette cime, quelle più alte di ogni continente, e raggiungere i due poli geografici. Impresa completata in 139 giorni.

Lo scorso 4 novembre Colin si è lasciato alle spalle il campo base di Union Glacier lanciandosi all’avventura. Obiettivo: essere il primo uomo ad attraversare l’Antartide da solo. Milleseicento chilometri da affrontare da solo, immerso nella neve, trascinandosi dietro una slitta pesantissima. L’unica finestra aperta sul mondo, oltre al sito internet che ne tracciava il percorso via Gps, il suo profilo Instagram. Proprio dai post pubblicati sui social è possibile ripercorrere il viaggio leggendo le sue difficoltà, i disguidi tecnici e i pensieri che lo hanno accompagnato, fino agli attimi che ripagano di ogni sforzo.

«È dura - scriveva dopo appena quattro giorni spiegando che - la ragione per cui questa traversata è stata definita impossibile è che, per avere cibo sufficiente, bisogna partire con una slitta molto pesante». Prima di partire, racconta Colin, aveva confidato a Jenna di sognare di arrivare al decimo giorno quando i suoi 180 chili di bagagli sarebbero cominciati a diminuire. Una fatica incredibile.

Dopo un paio di settimane Colin ha pensato davvero di fermarsi, piantare la tenda e sperare che il vento placasse la sua forza: «Mi sono sentito solo ed esausto – le sue parole di accompagnamento alla foto del 19 novembre – ma poi ho capito che sono questi i momenti in cui si cresce e si acquista la fiducia per le sfide del domani». Il segreto per andare avanti? «Concentrarsi sul processo e non sul risultato». Un passo alla volta, insomma.

Nel suo diario di bordo via social, Colin ha anche raccontato della sua dieta: 7.000 kilocalorie al giorno di barrette nutrienti, miscele di farina di avena e olio, integratori e frutta secca, oltre alle fondamentali zuppe pronte preparate nella neve fatta bollire.

«Quando siete di fronte alle difficoltà scegliete la bellezza. L’Antartide è brutale e inospitale. Di solito mi sento a disagio per tutto il giorno, la temperatura di -25 gradi mi punge. La slitta mi appesantisce infinitamente. Ho l’imbarazzo della scelta tra le cose di cui posso lamentarsi ogni giorno. Oggi però ho deciso di vedere la bellezza: mi sono meravigliato di questo luogo spettacolare in cui mi trovo. Ho molte cose per cui essere grato di essere qui. Vi do un consiglio: la prossima volta che affrontate le avversità nella tua vita scegliete di vedere la bellezza. Fa la differenza».

E poi, il pensiero dell’amore. «L’amore è infinito e il segreto per vivere è amare il più profondamente possibile», ha scritto. Forse lo è anche per arrivare in fondo a un’esperienza folle, mai riuscita a nessuno prima di lui.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?

L'utilizzo della piattaforma dei commenti prevede l'invio di alcune informazioni al fornitore del servizio DISQUS. Utilizzare il form equivale ad acconsentire al trattamento dei dati tramite azione positiva. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy Policy