Sparatoria in bar a Dacca: «presi degli ostaggi», un panettiere italiano è riuscito a fuggire

AGGIORNAMENTO: Sarebbero nove le vittime italiane dell’attacco a Dacca: a quanto si apprende da fonti della Farnesina, all’Unita di crisi risulta che gli italiani a cena nel locale di Dacca erano 11, tra cui anche Gianni Boschetti, che come è noto è riuscito a gettarsi fuori dal ristorante e a mettersi in salvo.

Ecco i nomi delle persone decedute, diffusi dalla Farnesina: sono Adele Puglisi (catanese), Marco Tondat (di Cordovado, Pordenone), Claudia Maria D’Antona (piemontese, moglie di Gian Galeazzo Boschetti, l’imprenditore sopravvissuto), Nadia Benedetti (di Viterbo, managing director della StudioTex Limited), Vincenzo D’Allestro, la bergamasca Maria Riboli, Cristian Rossi (friulano di Tavagnacco), Claudio Cappelli (Monza) e Simona Monti di Magliano Sabina (Rieti).

Nove italiani, sette giapponesi, tre bengalesi e un indiano. Sono le nazionalità delle venti vittime dell’assalto al caffè di Dacca, secondo quanto riferisce il quotidiano locale Daily Star, che cita fonti diplomatiche.


AGGIORNAMENTO: Le persone uccise nell’assalto jihadista al caffè di Dacca sono state sgozzate. Lo riporta il Telegraph, che cita un soccorritore e un ufficiale. I testimoni hanno detto che le vittime avevano profonde ferite al collo e alla gola.

Il ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri del Bangladesh Abul Hassan Mahmood Ali, che ha confermato che circa 20 ostaggi sono stati uccisi e 13 sono stati liberati. Lo rende noto la Farnesina.

Un portavoce dell’esercito del Bangladesh, citato da media internazionali, ha detto che la maggior parte delle vittime dell’attacco di Dacca sono italiani e giapponesi.


 

AGGIORNAMENTO: Un sospetto terrorista è stato arrestato a Dacca in seguito all’attacco al ristorante. L’uomo è ferito ed è stato portato in ospedale. Lo ha detto la premier Sheikh Hasina, citata dalla Bbc online, aggiungendo che 13 ostaggi sono stati liberati e sei assalitori sono stati uccisi nel blitz. «È stato un atto odioso. Il mio governo è determinato a sradicare il terrorismo».


 

AGGIORNAMENTO: Due forti esplosioni sono state sentite dentro il ristorante di Dacca attaccato dai terroristi. L'offensiva lanciata dalle forze di sicurezza del Bangladesh ha permesso di verificare l'esistenza di 5 o 6 morti, nel ristorante attaccato ieri sera a Dacca da un commando armato, mentre 18 ostaggi sarebbero stati salvati. Lo riferisce l'emittente indiana Ndtv. 

E' cessata la sparatoria cominciata dopo il blitz delle teste di cuoio bengalesi al ristorante di Dacca dove terroristi islamici tenevano in ostaggio da dieci ore almeno una ventina di persone. Lo riferisce la CNN, che parla di un ostaggio giapponese fuggito durante la sparatoria e di almeno una persona che è stata portata via con un'ambulanza. Media locali parlano di un argentino e due bengalesi soccorsi. Il blitz è cominciato alle 7:40 di sabato mattina ora locale, le 3:40 in Italia.  "I nostri commando hanno assaltato il ristorante. E' in corso una intensa sparatoria", ha dichiarato il vicecapo del Battaglione di azione rapida, Mizanur Rahman Bhuiyan, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano indiano Hindustan Times. Per la CNN sono entrati in azione oltre 100 teste di cuoio. Testimoni riferiscono ai media di sentire spari ed esplosioni. 

"Vogliamo risolvere questa situazione pacificamente - aveva detto in nottata ai media il capo delle teste di cuoio bengalesi, Benazir Ahmed -. Cerchiamo di parlare con gli assalitori, vogliamo sentire da loro cosa vogliono. La nostra priorità è salvare le vite delle persone intrappolate all'interno". Ahmed non aveva detto quante persone sono tenute in ostaggio. Secondo indiscrezioni, sarebbero dai 20 ai 60. Un altro ufficiale bengalese ha riferito che i tentativi di avviare un negoziato non hanno dato risultati.  Sette italiani sono tra le decine di ostaggi - tra i 20 e i 60 - presi da un commando jihadista che ha assaltato ieri pomeriggio un popolare caffé nella zona diplomatica della capitale Dacca.

L'ansia è forte, anche per il rischio di eventuali vittime durante un possibile blitz, tanto che il premier Matteo Renzi è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda, in contatto con la Farnesina. E' stato l'ambasciatore italiano a Dacca, Mario Palma, a chiarire al TG1 il numero degli italiani coinvolti dopo che per tutto il pomeriggio e la serata di ieri si erano rincorse voci sul numero e la nazionalità di morti - almeno due tra gli agenti - e decine di feriti, 11 in gravi condizioni.  Secondo il diplomatico, da parte degli assalitori "non c'è alcuna volontà di negoziare alcunchè" perché si tratta di una "missione suicida" e "vogliono attuare un'azione molto forte e cruenta in cui non c'è spazio per il negoziato". Gli ostaggi italiani sono imprenditori e commercianti del settore dell'abbigliamento, ha precisato l'ambasciatore spiegando che ad allertare la sede diplomatica è stato un connazionale che era nel gruppo di italiani e che al momento dell'assalto era uscito nel giardino del locale per fare delle telefonate. Ora lui, ha riferito ancora l'ambasciatore, "è stato tirato fuori".


 

Il terrorismo islamico torna a colpire il Bangladesh . Nell'attacco ad un ristorante di Dacca sarebbero morte 24 persone e ferite una quarantina, tra le quali un numero imprecisato di stranieri. 

«Ci risultano sette italiani tra gli ostaggi nel caffè di Dacca assaltato dagli jihadisti»: lo ha detto al Tg1 l'ambasciatore italiano in Bangladesh, Mario Palma.

La diretta da Dacca

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Gli ostaggi italiani sono imprenditori e commercianti del settore dell'abbigliamento. Ad allertare la sede diplomatica è stato un connazionale che al momento dell'assalto era uscito nel giardino del locale per fare delle telefonate e che si è poi salvato. 


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Intorno alle 21 locali (le 17 italiane), un commando di una decina di persone è entrato in azione all'Holey Artisan Bakery, un caffè-pasticceria nel quartiere di Gulshan, frequentato dai diplomatici, stranieri e middle-class locale. Subito è scattata l'allerta della polizia, che ha bloccato la zona. Un impiegato del locale riuscito a fuggire ha raccontato che "cinque assalitori hanno fatto irruzione armati di pistole e machete ed hanno lanciando bombe, al grido di 'Allah uh Akbar' (Allah è grande), scatenando il panico tra le persone". 

L'Isis ha rivendicato l'assalto, attraverso l'agenzia Amaq, che gli fa da megafono, sostenendo che oltre 20 persone di diverse nazionalità sono rimaste uccise. Quindi ha rilanciato, promettendo nuovi attacchi per la festa dell'indipendenza degli Usa, il 4 luglio, negli aeroporti di Heathtrow (Londra), Los Angeles e Jfk (New York).

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