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Le auto a fuoco nei garage a Trento

I condomini: «Inascoltate le nostre

segnalazioni, siamo abbandonati»

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Per entrare nella palazzina Itea al civico 50 di via Gramsci basta spingere leggermente la porta.

L'ingresso automatizzato (i disabili possono aprirlo con un telecomando) da tempo non funziona. E da qui, una volta dentro, è sufficiente infilarsi in ascensore per raggiungere la rimessa - dove sabato notte sono bruciate due macchine - e accedere anche alle altre palazzine del complesso. «La porta è così da tre anni», denunciano in coro Salvatore Tomaselli, portavoce del giroscale, Domenico Trapasso e la compagna Laura La Giorgia. È stata lei, sabato notte, a dare l'allarme: «Ero appena rientrata a casa dal lavoro - racconta - quando ho sentito un botto. Ho aperto il balcone e ho visto il fumo e le fiamme uscire dalla bocca di lupo».

Una quarantina di persone, in piena notte, si è riversata in strada, non senza difficoltà, visto che nella palazzina vivono numerosi disabili ed anziani. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Trento ha evitato il peggio. In cinque sono finiti al pronto soccorso con leggeri sintomi di intossicazione e per due era scattato anche il ricovero. Tra questi anche Angela Caruso, la moglie di Tomaselli: «Questa mattina (ieri ndr) è stata dimessa». Sulle cause del rogo sono in corso accertamenti e si attende la relazione dei vigili del fuoco. Ma l'ipotesi di un cortocircuito viene respinta con forza dagli inquilini, convinti che quanto accaduto possa essere la pesantissima conseguenza dell'ennesimo atto vandalico. «Diverse volte abbiamo trovato i giornali bruciati», racconta Daniela Nicolosi, proprietaria della Suzuki andata in fumo, come la Seat Altea del compagno, Giovanni Bettio. Sabato la donna si è recata in questura a sporgere denuncia, convinta che il rogo non sia stato accidentale: «La macchina del mio compagno era ferma da una settimana, la mia dalle 14.30 del pomeriggio», evidenzia. 

L'odore acre del fumo impregna ancora le narici guando si mette piede nel giroscale. In garage sono rimaste solo le carcasse delle due auto bruciate. Le altre automobili sono state portate fuori, come avevano chiesto i vigili del fuoco, in attesa che si proceda alla pulizia del garage (prevista per oggi) e alla rimozione dei veicoli. 

Nell'autorimessa è tutto buio. C'è solo il rumore della pioggia e lo scrosciare più deciso di un piccola cascata d'acqua che entra dal tetto. Per terra, ai bordi del garage, anche se inzuppati dall'acqua, ci sono ancora i pezzi di giornale e cartone bruciati. «Non più tardi di martedì scorso lo abbiamo segnalato alla fiduciaria Itea», spiega Trapasso. I residenti sono convinti che, proprio approfittando del portoncino perennemente guasto - «Una volta l'ho sistemato io, abbiamo fatto una colletta per prendere il pezzo di ricambio», spiega Salvatore - malintenzionati e vandali si intrufolino nello stabile. E snocciolano il raid nei garage dell'ottobre scorso, la presenza di senza fissa dimora nelle cantine o quello di un gruppo di ragazzini che provava le moto in garage. È un rosario interminabile. «Non ci sentiamo sicuri, anche per questo abbiamo sollecitato più volte la riparazione della porta e l'installazione di telecamere, ma tutte le nostre segnalazioni cadono nel vuoto. Ci sentiamo abbandonati», dicono.

Ciliegina sulla torta - amarissima - l'ennesimo guasto all'ascensore, che pure ieri si è peraltro "inceppato". Sabato sera un'inquilina sulla sedia a rotelle è scesa a portare fuori il cane, ma al rientro l'ascensore era rotto. Salvatore ha telefonato subito alla ditta che si occupa dell'assistenza: la prima chiamata verso le 19.30. Ne sono seguite altre di sollecitazione e poi - visto che non arrivava nessuno - è scattata pure quella al 112. «I pompieri sono stati gentili e comprensivi», dice. Nel frattempo, però, è arrivato il tecnico: «Dopo un'ora». 

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