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Allarme rosso per la natalità:

italiani (e trentini) non fanno più figli

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Nel 2017 sono stati iscritti all’ anagrafe per la nascita 458.151 bambini, oltre 15mila in meno rispetto al 2016. Nell’arco di tre anni (dal 2014 al 2017) si è registrato un calo di circa 45mila nascite mentre sono quasi 120mila in meno rispetto al 2008. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat Anno 2017 “Natalità e fecondità della popolazione residente”. Il calo dei nati è particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 358.940 nel 2017 (14mila in meno rispetto al 2016 e oltre 121mila in meno rispetto al 2008).

E in Trentino? Proprio pochi giorni fa il Servizio Statistica della provincia aveva pubblicato il report sulla popolazione. Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente risulta composta da 117.280 persone di 65 anni ed oltre (21,7%) e da 94.978 minorenni (17,6%) mentre i giovani fino a 14 anni sono il 14,5%. La popolazione in età attiva (15-64 anni) costituisce circa i due terzi del totale (63,8%). L’indice di vecchiaia (calcolato rapportando percentualmente la popolazione anziana, di 65 anni e oltre, a quella giovane, fino a 14 anni) risulta lievemente superiore a quello dello scorso anno e si attesta sul valore di 149,7: in altri termini, ogni 100 giovani ci sono circa 150 anziani. A livello nazionale lo stesso indice è pari a 168,9 mentre nel Nord-est si colloca a quota 173,4.

Il saldo naturale in Trentino (rapporto fra nati e morti) si presenta con segno lievemente negativo (-567 unità) e conferma per il terzo anno consecutivo l’interruzione dell’andamento positivo, che era in atto dalla seconda metà degli anni Novanta.

Il saldo sociale (che comprende trasferimenti e migrazioni) presenta un valore positivo pari a 2.931 persone, superiore di 1.182 unità rispetto al 2016, prevalentemente per effetto del saldo migratorio con l’estero, che risulta in crescita in seguito a un aumento delle iscrizioni dall’estero e a un contemporaneo lieve decremento delle cancellazioni. Rispetto al 2016, anche il saldo migratorio con i comuni italiani è in crescita.

I dati evidenziano come nel 2017 la popolazione trentina aumenti esclusivamente per l’entità del saldo sociale (o migratorio). In base ai dati dell’Istat, la provincia di Trento risulta ancora una delle pochissime realtà italiane con la popolazione in crescita. Nel 2017, infatti, le uniche aree con la popolazione in aumento sono, in ordine di consistenza relativa, l’Alto Adige e il Trentino, seguite da Lombardia ed Emilia-Romagna. A livello di grandi ripartizioni territoriali, solo il Nord-est registra un tasso di crescita totale positivo.

L’aumento della popolazione non si presenta uniforme su tutto il territorio provinciale, per effetto di saldi naturali e migratori notevolmente diversificati.
Le aree in cui si assiste agli incrementi percentuali maggiori di popolazione sono le Comunità Rotaliana-Königsberg (6,8 per mille), la Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri (6,6 per mille), il Territorio Val d’Adige (5,3 per mille), le Comunità Alta Valsugana e Bersntol (4,2 per mille) e della Vallagarina (4,1 per mille). I decrementi percentuali maggiori si registrano, invece, nelle Comunità della Valle di Sole (-5,2 per mille), delle Giudicarie (-4,7 per mille) e della Valle di Cembra (- 3,7 per mille).

 

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