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Trentino Network, è bufera

Chiusa l'indagine: 8 indagati

 

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L’onda lunga dell’inchiesta su Trento Rise raggiunge anche Trentino network, la società di sistema della Provincia che si occupa dello sviluppo della banda larga e della gestione delle reti tecnologiche.

Nel mirino della procura sono finiti alcuni incarichi affidati a società che sarebbero riconducibili a ex dipendenti del consorzio ora in liquidazione. Incarichi per consulenze giuridiche che - di fatto - Trentino Network avrebbe pagato due volte nella prospettiva dell’accusa, visto che sarebbero stati già svolti dallo stesso consorzio (con i quali c’era in essere una convenzione)o da Michele Debiasi, l’ex responsabile dell’ufficio legale di Trento Rise, deceduto. Nei giorni scorsi il pubblico ministero Pasquale Profiti ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini contenente 24 capi d’accusa a 8 persone e 3 società. Tra queste anche il numero uno di Trentino network Alessandro Zorer e il direttore amministrativo Alessandro Masera: entrambi devono rispondere di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e, il solo Masera, abuso d’ufficio. Accuse, va detto, che i diretti interessati respingono con forza.

Gli incarichi e la spesa
Sono sette gli incarichi finiti sotto la lente della magistratura e degli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme gialle. Incarichi che, tra il 2011 e il 2016, sarebbero state affidati alla Evotrek srl di Trento (già Evoconsulting), già in liquidazione, i cui soci di fatto per l’accusa sarebbero stati lo stesso ex responsabile dell’ufficio legale e Ivan Pilati, già ex responsabile dell’area business di Trento Rise; alla Evotrek consulting di Trento, pure in liquidazione, che per l’accusa attraverso Eliride (socia al 40%), sarebbe stata nelle mani dell’ex dipendente scomparso.

Infine c’è la Studio Comclic Gamper Gutweniger Hoelzl Gmbh con sede a Merano: per l’accusa il beneficiario delle somme sarebbe stato sempre l’ex responsabile dell’ufficio legale. Tutte e tre le società risultano indagate in relazione alla presunta attività illecita contestata all’amministratore. In un caso, invece, l’incarico sarebbe stato assegnato alla Made srl, dichiarata fallita nel 2014, che avrebbe però trasferito il corrispettivo ricevuto da Trentino Network alla Evotrek srl. In totale gli incarichi - già finiti anche nel mirino della Lega Nord - avrebbero causato alla società un danno da 138 mila euro: Trentino Network avrebbe infatti pagato senza che le prestazioni venissero eseguite, visto che gli stessi servizi sarebbero stati svolti da personale di Trento Rise. Le consulenze sarebbero state dunque assegnate in assenza di presupposti che disciplinano l’affidamento di incarichi esterni e senza svolgere una reale indagine di mercato.

Gli indagati
Tra i soggetti indagati, oltre a Pilati, anche gli amministratori delle società beneficiarie degli incarichi: Maurizio Cova, 48 anni, di Lavis per la Made e Robert Hoelzl, 60 anni, di Merano, per lo studio Comclic. Nell’indagine sono poi coinvolti Giorgio Fon, 65 anni, di Bassano del Grappa, amministratore e socio della Fineco Innovazione srl e Valter Giuseppe Dalsass, 50 anni, di Cavedago, titolare dello studio Dalsass, che secondo l’accusa - in accordo con gli altri indagati Masera, Zorer, Pilati e Hoelzl - avrebbero presentato un’offerta per un incarico riguardante il supporto alla predisposizione di bandi di gara per simulare un confronto concorrenziale ma avendo invece «concordato» le offerte.

Da qui l’accusa di turbata libertà del procedimento di scelta di cui devono rispondere tutti e sette. Pilati e Hoelzl sono accusati anche di truffa e falso come Masera e Zorer, mentre Pilati e Cova (accusato anche di truffa) sono indagati per abuso d’ufficio in concorso con Masera. Marginale la posizione di Adriana Provenzani, segretaria di Trentino Network, indagata per falso come Masera, Zorer, Pilati e Hoelzl: avrebbe modificato i dati di alcuni documenti.

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