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Incidente al carro di Carnevale

Vigolo Vattaro, i testimoni

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La procura di Trento ha aperto un’inchiesta sull’incidente di sabato sera al carro di carnevale del gruppo di Vattaro che, all’interno della rotatoria per Bosentino e Vattaro, si è ribaltato su un fianco.

Il fascicolo aperto dalla pm Alessandra Liverani, attualmente a carico di ignoti, si muove su un’ipotesi di lesioni colpose: la magistratura dovrà chiarire se vi siano responsabilità per quanto è successo.
Intanto, sul fronte sanitario, si aggrava il bilancio rispetto a quanto ipotizzato nell’immediatezza dell’evento.

All’ospedale Santa Chiara di Trento sono arrivate 26 persone (tra i 15 e i 19 anni), ma a questo numero si devono aggiungere tre ragazzi che hanno rifiutato il trasporto al pronto soccorso. Quasi la metà dei feriti, dopo le medicazioni, ha potuto rientrare a casa nel corso della notte. Ma sale a dodici il numero dei ragazzi ricoverati: in osservazione breve (dove saranno trattenuti per un massimo di 72 ore) e nei reparti di chirurgia e neurologia, per fratture e traumi cranici più importanti. E la convalescenza, per alcuni dei giovani, si prospetta lunga, visto che in un caso la prognosi emessa dai sanitari è di 60 giorni e di 30 giorni per altri due infortunati.

Ora sarà l’inchiesta della magistratura a dovere fare luce sull’accaduto. Su un punto sembrano esserci pochi dubbi: il carro, terminata la sfilata, non avrebbe potuto percorrere la statale con a bordo i figuranti.


 «ERO APPESO MENTRE GLI ALTRI VOLAVANO»

«Ho solo avuto il tempo di stringere le mani, più che potevo, contro la balaustra mentre mi rendevo conto che il carro si stava inclinando. Ma altri che erano sul tetto con me non hanno fatto in tempo e sono volati sull’asfalto».

La testimonianza di uno dei ragazzi coinvolti nell’incidente, un diciassettenne di Vattaro, rende l’idea di che cosa abbiano rischiato, sabato sera  sera, tutti loro e del perché alla fine il bilancio possa essere considerato miracoloso. A rendersene conto sono anche i ragazzi stessi: più di ogni altra parola, a rendere l’idea sono le mani sui volti dei meno gravi tra loro, o i loro sospiri di incredulità, mentre vanno a rassicurare i coetanei già in reparto. Tutti sanno di aver davvero rischiato la pelle, a maggior ragione avendo ancora negli occhi la vista dei loro amici e coetanei trasformati in molti casi in maschere di sangue.
«Ho avuto tanta paura», era riuscita a dire prima che le lacrime avessero il sopravvento una tra le ragazze rimaste illese, a Vattaro, davanti al carro ribaltato contro i segnali stradali, ancora con addosso il costume con cui aveva sfilato e avvolta nella coperta termica che i soccorritori le hanno dato per ripararsi dal freddo pungente dell’altopiano.

«Io sono stato tra i più fortunati» ha raccontato ancora, dal lettino del pronto soccorso, il diciassettenne - perché non appena il carro è finito completamente a terra ho subito capito di essere rimasto tutto intero. Ho subito preso il telefonino ed ho chiamato il 118. Anche se mi hanno risposto che i soccorsi stavano già arrivando, immagino chiamati da altri che hanno assistito all’incidente. Poi ho cominciato a guardarmi intorno per vedere come stessero gli altri. È lì che ho visto alcuni di noi sull’asfalto».

Come tutti, il diciassettenne è provato. Servono le rassicurazioni che gli portiamo di persona, sul fatto che nessuno di loro è in pericolo di vita, per fargli tirare un sospiro di sollievo e allentare la tensione.
Tanta, tantissima, quella dipinta sui volti dei genitori presenti nella sala d’aspetto del pronto soccorso del Santa Chiara, ieri sera. Consapevoli al pari dei loro figli, forse anche di più, di quello che poteva essere il drammatico epilogo di quello che doveva essere solo un giorno di festa.
Tra loro, in ospedale, anche l’avvocato Roberto Bertuol, la cui figlia si trovava sul carro. La sua è tensione ma mista anche a tanta rabbia: «Mia figlia non doveva neppure esserci su quel carro. Non faceva parte del gruppo che ha sfilato. Probabilmente è salita per stare assieme agli amici che avevano curato il carro, sarà andata così. Ma tutto questo è gravissimo e poteva tradursi in un dramma».

Accanto a lui anche un altro papà, in attesa di notizie del figlio, trasferito negli ambulatori dei codici rossi: «So soltanto che per fortuna non è grave. Ha riportato un taglio al volto, ad una guancia. Dovranno mettergli parecchi punti temo, ma quel che conta è che non sia grave». Accanto a lei un’altra figlia, la sorellina del ferito che a sua volta era a bordo di uno degli altri carri del paese, quello della «Carica dei 101». «È stata mia figlia a chiamarmi e a dirmi quel che era successo», ha spiegato il genitore.

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