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Reddito dimezzato a 900 lavoratrici

Senza un impiego 400 stagionali

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Si annunciano pesanti le conseguenze sui lavoratori della crisi meteo che ha colpito l'ortofrutta trentina. Le gelate e le grandinate hanno ridotto di due terzi la produzione di mele. Dei 1.600 addetti del settore, vengono colpiti soprattutto i 1.300 stagionali. Di essi, i 400 chiamati a coprire le fasi di picco della lavorazione non vedranno più un contratto fino al gennaio 2019. Le 900 cernitrici «storiche» invece perderanno, secondo le stime delle aziende, metà delle giornate lavorative, cioè metà del reddito. A fronte di questo, denunciano i sindacati Cgil e Cisl, le risorse stanziate dalla Provincia per gli ammortizzatori sociali sono gravemente insufficienti: «Serve almeno il doppio». 

Nella manovra finanziaria, la giunta provinciale ha stanziato per la crisi dell'ortofrutta 2 milioni di euro. «Ma 2 milioni non assicurano un sostegno dignitoso agli stagionali storici - affermano i segretari provinciali della Flai Cgil e della Fai Cisl Manuela Faggioni e Fulvio Bastiani - Così l'ammortizzatore sociale nasce zoppo». Per il 2017 sono stati stanziati 1,5 milioni, con cui dovrebbe essere erogato il sostegno una tantum ai 400 stagionali «non storici» e un aiuto alle 900 cernitrici per le giornate perse quest'anno. Ma il peggio, dicono i sindacati, arriverà nel primo semestre 2018. Perciò servono altri 2,5-3 milioni. 

«Il progetto di ammortizzatore sociale per l'ortofrutta a cui si sta lavorando per sostenere il reddito dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, fortemente penalizzati da gelate e grandinate, rischia di nascere senza efficacia - sostengono Faggioni e Bastiani - Le risorse previste nella finanziaria provinciale sono assolutamente insufficienti. Serve uno stanziamento almeno doppio, cioè di almeno 4 milioni, coerentemente alle stime elaborate al Tavolo tecnico sull'ortofrutta, di cui fanno parte anche i sindacati insieme ai Dipartimenti provinciali e ai Consorzi frutticoli». 

«Una prima parte di risorse sono già state stanziate per rispondere alle necessità del 2017 - ricordano Faggioni e Bastiani - Il problema però non si esaurisce quest'anno. Le aziende hanno già calcolato che nei primi sei mesi del 2018 verranno perse circa la metà delle giornate lavorabili, con pesanti ripercussioni sul reddito dei lavoratori e delle lavoratrici. Ci auguriamo, quindi, che la giunta provinciale prenda atto di questa necessità e metta a disposizione tutte le risorse necessarie per assicurare un sostegno dignitoso a queste persone». L'unica buona notizia arriva sul fronte contributivo: lo stato di calamità consente di riconoscere quest'anno agli stagionali gli stessi contributi previdenziali del 2016.

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