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A Trento il 24 aprile l'Infinito
di Roberto Vecchioni

Il cantautore milanese torna in Trentino con il tour legato al suo nuovo album in cui compare anche Francesco Guccini

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C'è anche quella del 24 aprile all'Auditorium S.Chiara di Trento fra le tappe dell'Infinito Tour di Roberto Vecchioni che prenderà il via in marzo.Una serie di concerti che si legano al concept album che Vecchioni ha pubblicato la scorsa settimana e che raccoglie come ha sottolineato il cantautore milanese: "Non dodici canzoni, ma una sola lunghissima canzone divisa in dodici momenti.

Il nuovo cd di Roberto Vecchioni è uscito a distanza di cinque anni dall'ultima fatica discografica, "Io non appartengo più", con la produzione affidata a Danilo Mancuso. Il lavoro racchiude dodici brani inediti ed è disponibile in formato cd, in edizione deluxe arricchita dal saggio "Le parole del canto. Riflessioni senza troppe pretese" ma anche in vinile limited edition. Fra le chicche del cd il ritorno sulla scena musicale di Francesco Guccini che, per la prima volta, duetta con Vecchioni nel singolo "Ti Insegnerò a volare", ispirato al campione sportivo Alex Zanardi. In questo pezzo due padri della canzone d'autore si rivolgono alle nuove generazioni, in un periodo in cui tutto si dissolve nella liquidità e nella precarietà culturale, invitandole a sfidare l'impossibile. La storia del campione è la metafora della "passione per la vita che è più forte del destino". Il filo narrativo dell'album si lega ad una dimensione temporale verticale che rinvia al tema dalle suggestioni letterarie: la necessità di trovare l'infinito al di qua della siepe, dentro noi stessi. Un cd frutto della collaborazione di un team d'eccezione che comprende Lucio Fabbri, Massimo Germini, Marco Mangelli e Roberto Gualdi.

Riguardo alla scelta di un titolo come "L'Infinito" Roberto Vecchioni ha spiegato: "L'idea dell'infinito viene da lontano e appariva già in una mia canzone, "Le rose blu", e in due miei romanzi "Il mercante di Luce" e "La vita che si ama". Come in una scrittura automatica, da anni mi ripetevo la stessa cosa: bisogna amare ciò che si vive, non solo la vita in sé, che è un'astrazione, ma gli atti, i gesti, le scelte, gli entusiasmi, i tonfi, i progetti che ci costruisci dentro e amarli incondizionatamente, che siano gioia o dolore, vittoria o sconfitta. Ogni cosa che viviamo è unica. Rivissuta non è la stessa di prima. La metafora: arriviamo ad una stazione e l'abbiamo già incontrata dieci, cento, mille volte, ma è sempre una stazione diversa al pari del paesaggio fuori che continuamente cambia, anche se abbiamo una vaga memoria di aver già visto, già provato". Biglietti in prevendita nei circuiti di Ticketone e PrimiAllaPrima.

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