Autostrada / Il caso

Concessione dell'A22, un passo verso la conferma del controllo nelle mani degli enti pubblici territoriali

Approvato in commissione alla Camera un emendamento che apre alla possibilità del partenariato pubblico-privato, con l'Autostrada del Brennero Spa che nella gara si potrebbe avvalere di un diritto di prelazione nell'intesa con lo Stato. La soddisfazione dei presidenti Fugatti e Kompatscher. Balotta (Onlit): "Colpo di mano, si cede alle richieste campanilistiche"

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TRENTO. Possibile svolta nell'annosa vicenda della nuova concessione dell'Autobrennero: si rafforza la prospettiva del partenariato pubblico-privato, con un'alta possibilità che anche in futuro sull'A22 vi sia il controllo degli enti territoriali attualmente in netta maggioranza nella Spa che gestisce la Modena-Brennero.

È un emendamento votato oggi in commissione congiunta trasporti e ambiente della Camera a rendere praticabile una terza via, alternativa alla gara (con tutte le incognite del caso) o alla soluzione in-house, che si scontra con le difficoltà d'intesa sulla liquidazione dei soci privati e soprattutto sul futuro assetto fra quelli pubblici.

L'emendamento che apre a una soluzione più gradita a Trento e a Bolzano, è stato promosso dallo stesso governo: anche nell'ambito dell'eventuale partenariato fra Stato e un soggetto privato, si svolgerebbe una gara, ma l'Autobrennero Spa godrebbe di un diritto di prelazione nel processo sull’aggiudicazione della concessione trentennale, che sostituirà quella scaduta nel 2014.

“Si tratta di una notizia estremamente positiva - commentano il presidente della Regione e Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti e il collega altoatesino Arno Kompatscher - che va letta come una tappa di avvicinamento alla meta, in un percorso estremamente lungo e complesso.

Aspettiamo con maggiore fiducia pertanto il completamento dell’iter parlamentare nella consapevolezza che il lavoro fatto in questi mesi ha contribuito a rappresentare anche in sede romana le aspettative e le esigenze dei nostri territori che hanno fortemente voluto l’autostrada del Brennero ritenendola fin dall’inizio presidio fondamentale dello sviluppo e del protagonismo delle nostre comunità", concludono i due presidenti, in una nota congiunta.

Attualmente l'Autostrada del Brennero Spa ha il seguente assetto azionario: Regione autonoma Trentino Alto Adige 32,2893%, Provincia autonoma di Trento 7,9326%, Provincia autonoma di Bolzano 7,6265%, Provincia di Verona 5,5128%, Comune di Verona 5,5087%, Provincia di Modena 4,2410%, Comune di Trento 4,2319%, Comune di Bolzano 4,2268%, Provincia di Mantova 3,1896%, Camera di commercio di Mantova 2,4970%, Provincia di Reggio Emilia 2,1752%, Comune di Mantova 2,1159%, Camera di commercio di Verona 1,6972%, Camera di commercio di Bolzano 0,8414%, Camera di commercio di Trento 0,3370%, Azienda consorziale trasporti di Reggio Emilia 0,3258 %: il totale delle partecipazioni pubbliche raggiunge l'84,7487%.

Ecco la geografia azionaria sul fronte dei soci privati: Infrastrutture CIS S.r.l. 7,8275%, Serenissima Partecipazioni Spa. 4,2327%, Banco BPM S.p.A. 1,9973%, Società Italiana per Condotte d'Acqua Spa. 0,1000 %. La quota rimanente è della stessa Autostrada del Brennero Spa con azioni proprie (1,0938%)

Molto dura la reazione di Dario Balotta, presidente dell'Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti (Onlit): "È in corso - scrive in una nota stampa - un nuovo colpo di mano per affidare la concessione all'Autobrennero senza gara con un emendamento alla Camera al decreto infrastrutture a firma Alessia Rotta Pd e Raffaella Paita Italia Viva.

Emendamento presentato due giorni fa per non poter essere discusso né in aula né in commissione.

Dopo il crollo del Ponte Morandi il sistema delle concessioni è rimasto sempre lo stesso.

Le lobby autostradali pubbliche o private che siano hanno finora impedito l'avvio di una seria riforma del settore.

Riforma sempre rinviata tantè che anche il decreto infrastrutture resta un puzzle disorganico di interventi nel comparto dei traspoti. In contrasto con il Pnrr e le indicazioni comunitarie, il riordino delle concessioni autostradali viene rinviato cedendo alle richieste campanilistiche come nel caso dell'Autobrennero (controllata dalle provincie di Trento e Bolzano) che ha la concessione scaduta dal 2014.

Nonostante l'A22 debba versare allo Stato 800 milioni del fondo “ferrovia”, accantonati dal 1998, e 430 milioni di profitti accumulati senza averne diritto dal 2014 ad oggi con la concessione scaduta, verrebbe inspiegabilmente premiata con questo emendamento da una concessione trentennale", conclude Balotta.

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