Luxottica / Le volontà

Il testamento di Del Vecchio: il suo impero diviso tra otto persone

L’imprenditore ha lasciato tutti i suoi beni ai sei figli, alla moglie Nicoletta e ad un nome a sorpresa

PERSONAGGIO Nel 1958 fondò Luxottica

MILANOLeonardo Del Vecchio divide l'impero in parti uguali fra otto eredi. Nel testamento, aperto in uno studio notarile milanese a due giorni dai funerali nel Palaluxottica di Agordo con i maxi-schermi negli stabilimenti e i dipendenti collegati, l'imprenditore scomparso lunedì scorso ha confermato l'assegnazione ai sei figli, avuti da tre legami diversi, del 12,5% ciascuno di Delfin.

Invece di destinare per intero la propria quota del 25% alla moglie Nicoletta Zampillo ne ha assegnato la metà a Rocco Basilico, figlio di lei dal matrimonio con Paolo Basilico, finanziere con una carriera cominciata in Banca Imi e Mediobanca e proseguita con la nascita del gruppo Kairos per gestire i grandi patrimoni.

E' l'ingresso di Rocco tra i soci della cassaforte lussemburghese cui fanno capo EssilorLuxottica, Covivio e le partecipazioni in Generali, Mediobanca e Unicredit, la sorpresa del testamento. Il 32enne figlio della Zampillo non è tuttavia un volto sconosciuto nel gruppo dove è impegnato già da anni e oggi Chief wearables officer, a capo cioè della divisione smart glasses.

Con questo incarico l'anno scorso ha presentato i Ray-Ban Stories insieme al fondatore di Facebook (ora Meta), Mark Zuckerberg, il colosso americano con cui EssilorLuxottica ha una collaborazione per lo sviluppo degli occhiali digitali. Rocco Basilico è inoltre amministratore delegato di Oliver Peoples, marchio di lusso di Luxottica. Gli altri eredi sono i figli del fondatore del gruppo di Agordo: Claudio, Marisa e Paola Del Vecchio avuti dal primo matrimonio, Leonardo Maria Del Vecchio nato 27 anni fa dall'unione con la Zampillo, anche lui impegnato in azienda come amministratore delegato della catena di negozi di ottica Salmoiraghi e Viganò, e i più giovani Luca e Clemente della ex compagna dell'imprenditore.

Nel documento con le sue ultime volontà Del Vecchio non ha invece aggiunto indicazioni sulla governance di Delfin né tanto meno il nome del suo successore alla presidenza della holding. L'assetto di governo della cassaforte è del resto stato definito con lo statuto: il percorso tracciato prevede l'ingresso in cda del primo della ristretta lista del 'gruppo degli osservatori'. Si tratta dei manager di fiducia, a disposizione per incarichi al vertice, designati dall'imprenditore scomparso, da cui sono esclusi i familiari.

Anche se non c'è ancora l'ufficializzazione tutti gli indizi sulla volontà di Leonardo Del Vecchio portano a Francesco Milleri, l'amministratore delegato di EssilorLuxottica che ha già preso il posto dell'imprenditore alla presidenza del gruppo di lenti e occhiali. Il board di Delfin potrà poi eleggere il presidente al proprio interno, dove attualmente siedono l'amministratore delegato Romolo Bardin, ex consigliere di Generali, il notaio Mario Notari, nel cui studio è stato letto il testamento, Aloyse May e Giovanni Giallombardo, già uomo di Unicredit nel Granducato. Non ci sarà da attendere molto tempo: la riunione del cda della holding, almeno per il reintegro del posto di consigliere lasciato libero da Del Vecchio, si terrà con ogni probabilità la prossima settimana.

"Il consiglio si riunirà a breve per recepire il nuovo assetto azionario e per prendere atto dell'integrazione dell'organo amministrativo a norma di statuto, fermo restando che non sono state comunicate altre disposizioni testamentarie con effetti sulla governance della società", ha segnalato Delfin nella stringata nota con la quale ha dato conto delle disposizione testamentarie sull'assetto azionario.

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