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A Borgo la festa dei bersaglieri

con un tricolore di 85 metri

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Per due giorni i cappelli piumati hanno invaso Borgo Valsugana. Un raduno, quello organizzato dall’Associazione Nazionale Bersaglieri del Trentino-Alto Adige, che ha portato in paese diverse migliaia di partecipanti. Sono arrivati dal Piemonte (regione che nel 2021 organizzerà a Cuneo il raduno nazionale), dalla Lombardia con la fanfara di Trebiola, dall’Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. Presente anche una delegazione di Zara, Pola e Fiume oltre ad una folta rappresentanza dei bersaglieri regionali.

Un 2 Giugno davvero particolare per gli abitanti di Borgo, una festa della Repubblica proprio singolare. Soprattutto per la presenza di un tricolore lungo 85 metri che, portato da 60 ragazzi (quasi tutti dell’Us Borgo) ha attraversato il centro storico. Partenza dall’ospedale, al termine dell’alzabandiera, ed arrivo, dopo aver sfilato per l’intero tratto del corso Ausugum, in via Spagolla. Da dove, gli organizzatori, hanno anche lanciato un messaggio alla politica italiana. «Bersaglieri, fanti ed alpini stanno lavorando insieme per chiedere che venga ripristinata la festa del 4 Novembre».

Una due giorni iniziata sabato mattina con la consegna, presso il Museo della Guerra, del dipinto raffigurante la medaglia d’oro trentina Gino Buccella, proseguita nel pomeriggio con la deposizione delle corone al monumento dei caduti del 72° Battaglione Bersaglieri a Carzano e presso il Tempio Civico nella chiesa S. Anna di Borgo. Spazio anche allo scoprimento di una stele, presso le mura del Castel Telvana, a ricordo della battaglia che si svolse in paese nel 1866 alla presenza della Fanfara di Modena, dei medaglieri, dei labari e di una rappresentanza del 23° battaglione che da quell’evento assunse poi il nome di «Castel di Borgo». La festa è stata l’occasione per la sottoscrizione di un patto di amicizia tra le associazioni dei bersaglieri trentine e modenesi e per la conferenza, tenuta dal generale Paolo Stendardo, sulle battaglie di Borgo e Levico nella Terza Guerra di Indipendenza. In serata, poi, il concerto, molto applaudito, presso il teatro del polo scolastico con le Fanfare di Modena e quella Garibaldina.

Domenica mattina la sfilata, aperta con la lettura del messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella per il 2 giugno. Tanti i gonfaloni presenti, quelli trentini sono arrivati da Levico, Ledro e Borgo con la delegazione guidata dal presidente regionale Livio Guidolin, da quello provinciale Fulvio Lorenzini, dal collega di Bolzano Franco Leasi e dalle sezioni di Borgo (Alberto Ciola), Trento e valli del Trentino (Giovanni Peder), Cavalese, Fiemme, Fassa e Valli dell’Avisio (Mauro Chenetti). Ad aprire il corteo la Fanfara Garibaldina, guidata dal maestro Luigi Marra, seguita dal medagliere del consiglio nazionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri con il vicepresidente Daniele Carozzi ed i consiglieri Antonino Antoniazzi e Walter Mazzola. In sfilata anche il vicesindaco Enrico Galvan con l’assessore regionale Claudio Cia e quello provinciale Stefania Segnana, Enrico Lenzi per la Comunità di Valle, i sindaci di Carzano Cesare Castelpietra e di Torcegno Ornella Campestrin con il vicesindaco di Castelnuovo Novello Guerzoni. Non sono mancate le rappresentanze in costume del Palio dela Brenta, le delegazioni delle associazioni combattentistiche e d’arma ed alcuni mezzi d’epoca (quattro sidecar ed una camionetta).

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