Per i pescatori disabili Area sul fiume Brenta

di Massimo Dalledonne

Una zona di pesca per appassionati con difficoltà motorie, sul fiume Brenta, nel tratto compreso tra lo svincolo sulla statale 47 e la strada provinciale. È questa la nuova iniziativa dell’Associazione Pescatori Dilettanti della Valsugana, proposta domenica mattina, a palazzo Ceschi, dal presidente Celestino Ferrai. Davanti ai soci, e con il presidente della Federazione Trentina Mauro Finotti al suo fianco, Ferrai ha ricordato come siano già stati presi contatti con gli uffici provinciali interessati che, a parole, hanno detto sì al progetto. L’assemblea è servita per approvare il bilancio consuntivo, chiuso con un avanzo di gestione di 13.770,96 euro. «Dalla Provincia abbiamo avuto un contributo, per le spese sostenute e per l’attività futura, pari a 39.350,42 euro». 
 
I libretti di controllo restituiti sono stati 280 rispetto ai 315 rilasciati e lo scorso anno si è registrato un aumento delle uscite: dalle 5.259 del 2015 siamo arrivati a 5.972 (+713). Le catture sono aumentate (da 13.145 a 13.819) e il rapporto catture per uscita, nel 2016, è stato pari a 2,31. «Questo non è un dato negativo, se rapportato all’elevato aumento del numero delle uscite, ed evidenzia - ha ricordato Ferrai - la crescita della voglia di pescare». Oggi sono 315 i soci, erano 330 nel 2015: Borgo, Telve, Castel Ivano, Roncegno, Novaledo e Castelnuovo i comuni più rappresentati. 
Nel corso dell’anno sono stati sei gli interventi con l’elettrostorditore e, per quanto riguarda le semine, sono state immesse 296 mila trotelle fario, provenienti dall’incubatoio diTelve di Sopra, 14 quintali 14,00 di fario adulte e 6 come materiale di risulta. «All’associazione pescatori del Tesino abbiamo ceduto 1 quintale di fario adulte, in cambio di novellame di marmorata, ed altrettante fario adulte all’associazione pescatori di Grigno in cambio del maggior impegno del loro incaricato nella gestione dell’incubatoio».
 
Dalla pescicoltura di Telve di Sopra sono state ricavate circa 500 mila uova di marmorata e 950 mila uova di fario. «I lavori - ha sottolineato il presidente - presso la struttura in località Fontane sono terminati ed è stata ripristinata la strada di accesso. Ringrazio la disponibilità dei volontari per i lavori presso l’impianto, le semine, i recuperi e l’attività istituzionale». 
Dopo la riconferma del collegio dei revisori dei conti e il via libera ai bilanci consuntivi e preventivi, si è discusso anche dei risarcimenti. «Lo scorso anno abbiamo incassato 2.496,12 euro dalla Polemos per il torrente Moggio, 8.548,54  euro dalla Proming per il Brenta e 2.440 da Ydro Dolomiti Enel quale compensazione degli effetti degli svasi e dei controlli eseguiti nel corso del 2016». Ma non è finita. Altri 4.888 euro sono stati incassati anche dalla Masoenergia per il torrente Maso di Calamento e di Spinelle. «Anche per quest’anno sarà aperta la pesca alla trota marmorata e alla trota marmorata ibrida-fario - ha concluso Ferrai - e per tutta la stagione di pesca si potranno catturare sette esemplari, non più di uno per uscita, con la misura minima di 40 centimetri. Resta il divieto di cattura del temolo». 

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