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Tragedia sul lavoro: ragazzo di Roncegno

schiacciato dai pannelli a Castelnuovo

La vittima è Stefano Colleoni, aveva 22 anni

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Si è arreso dopo una notte in ospedale Stefano Colleoni, il 22enne di Roncegno che ieri mattina è morto all'ospedale Santa Chiara di Trento dopo che nella tarda serata di giovedì era stato schiacciato da pesanti pannelli in legno all'interno dello stabilimento in cui lavorava.

Quello della XLam Dolomiti a Castelnuovo, dove il giovane era assunto da poco meno di un anno e dove l'altro ieri sera stava movimentando materiale all'interno dei capannoni.
La società, che fa parte del gruppo Paterno, è attiva nella produzione di pannelli in legno di grandi dimensione da utilizzare come pareti solai e coperture nella realizzazione di edifici.

Il dramma si è consumato poco prima delle 23.30, quando all'interno dello stabilimento stavano lavorando, con il turno avviato alle 22, in tutto tre persone: Stefano e due colleghi, che erano però impegnati in altre aree dell'impianto produttivo. L'infortunio non ha dunque avuto testimoni, con l'allarme che è stato dato dagli operai quando Stefano era già stato travolto: lo hanno trovato schiacciato, all'altezza del busto, tra i pesanti pannelli (si tratta di strutture composte da più strati di assi di legno assemblati assieme a formare «pezzi» dallo spessore fino a 30 centimetri, lunghi e larghi fino a 13 metri per 4: qualcosa dal peso di quintali e quintali) e la struttura del carroponte da cui presumibilmente Stefano li aveva appena sollevati.

Che cosa possa essere successo poi, in quei brevi ma fatali istanti, è ancora tutto da capire. Al momento quelle che gli inquirenti stanno avanzando sono solo ipotesi. Tra queste, quella del malfunzionamento di un macchinario - anche se dagli accertamenti effettuati nella mattinata di ieri pare che lo stato di tutte le apparecchiature fosse regolare - oppure quella di un errore dello stesso sfortunato giovane che potrebbe aver movimentato i poderosi pannelli in modo non conforme. Solo ipotesi, che si stanno vagliando per comprendere come le strutture in legno possano essere finite a terra per poi cadere verso il macchinario, contro il quale il pannello ha schiacciato Stefano Colleoni.

I soccorsi sono stati rapidissimi, con un'ambulanza che ha raggiunto la zona produttiva di Castelnuovo assieme ai volontari del corpo dei vigili del fuoco del paese e seguita poco dopo dall'equipe sanitaria con il rianimatore giunta a Borgo Valsugana a bordo dell'elicottero dei vigili del fuoco permanenti e accompagnata alla XLam Dolomiti dai vigili del fuoco volontari di Borgo.
Stefano Colleoni, dopo essere stato liberato dal peso che lo ha schiacciato, è stato così trasferito con la massima urgenza all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove il personale medico si è trovato però di fronte fin da subito ad una situazione critica.

I sanitari hanno profuso ogni sforzo per ore, dovendosi però arrendere nella mattinata di ieri, quando il cuore di Stefano si è fermato definitivamente.

La notizia si è diffusa velocemente in tutta la Valsugana: da Roncegno ovviamente a Castelnuovo, non solo in ditta ma anche in paese, a cominciare da quel bar Chin in piazza Municipio dove Stefano si fermava spesso a chiacchierare dopo il lavoro con colleghi e amici radunatisi proprio fuori dal locale, increduli e affranti. Ma non solo: la scomparsa di Colleoni ha scosso anche Borgo - dove Stefano aveva studiato frequentando i primi due anni di superiori all'istituto

«Degasperi» seguendo l'indirizzo per geometri - e Pergine, dove aveva ultimato il percorso di studi al «Curie».
Ieri alla XLam Dolomiti, dove i colleghi hanno appreso sgomenti della morte di Stefano, l'attività è stata interrotta, anche per permettere lo svolgimento di tutti gli accertamenti del caso. Per tutta la mattinata i carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana e i funzionari dell'Uopsal, l'unità operativa per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro hanno effettuato verifiche su locali e macchinari raccogliendo anche tutta la documentazione relativa alla turnistica ed agli orari di lavoro per poter avere così a disposizione una panoramica esaustiva sul contesto in cui si è consumato l'incidente e sulla quale si baserà il lavoro della magistratura. Sull'incidente mortale il pubblici ministero Maria Colpani ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e disposto per oggi l'autopsia sul corpo del giovane.


«È inaccettabile che si continui a morire lavorando, ma purtroppo questo dramma si ripete ancora. Di fronte alla morte di un giovane operaio il nostro pensiero è per la famiglia e i colleghi, a loro va la nostra vicinanza e solidarietà», scrive in una nota il segretario della Fillea-Cgil del Trentino, Maurizio Zabbeni.

«Adesso è fondamentale che le autorità competenti accertino come è accaduto l’incidente per individuare cause ed eventuali responsabilità - prosegue Zabbeni - il lavoratore era impegnato nello spostamento di pannelli di legno, un’operazione che si esegue ripetutamente. Non sta a noi fare ipotesi sulle cause, possiamo però dire per l’esperienza fatta in altri stabilimenti della stessa proprietà che generalmente si lavora nel rispetto delle procedure sulla sicurezza».
«Nelle prossime settimane- afferma il sindacacalista- si proverà ad incontrare l’azienda per condividere alcune valutazioni sulla questione. Il confronto può essere utile per riaffermare l’importanza della prevenzione e della cultura della sicurezza - conclude - troppo spesso ci si limita solo all’esecuzione di adempimenti formali, perdendo di vista l’importanza concreta di questi aspetti».

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