Nasce la Cassa rurale di Mori, Brentonico e Val di Gresta

È fatta. Nelle prossime settimane nascerà la Cassa rurale di Mori-Brentonico-Val di Gresta. Mancava l'approvazione formale delle due assemblee delle Rurali di Mori e Brentonico e ieri sono arrivate praticamente in contemporanea.
A Mori la fusione, che tecnicamente è una «incorporazione» di Brentonico, è stata approvata a larghissima maggioranza. Su 450 presenti in assemblea, con 40 deleghe, c'è stato un solo voto contrario. L'afflusso è stato superiore ad altri momenti. I soci, complessivamente, sono 1500 e normalmente si presentano al voto in 200. Segno che il momento era sentito. 


A Brentonico invece, si sono presentati 250 aventi diritto al voto su 1100 soci. Qui la partecipazione è stata inferiore al passato e anche l'approvazione è stata leggermente più sofferta: 10 i contrari e dieci gli astenuti. Fra gli astenuti anche gli ultimi due ultimi presidenti della Cassa di Brentonico: Giuseppe Togni e Imerio Lorenzini. 


Il via libera alla fusione per incorporazione era arrivato sia da Bankitalia sia dalla Provincia di Trento, che ha la competenza sul credito cooperativo.
ll concambio avviene alla pari (mediante l'assegnazione di un'azione del valore nominale di 2,58 euro per ogni azione dell'incorporata), la decorrenza degli effetti contabili, fiscali e civilistici dell'operazione scatta invece dall'1 gennaio 2015. Mori vale, dal punto di vista della raccolta e dei crediti, tre volte Brentonico, anche nel numero dei dipendenti, ma nel numero dei soci sono quasi pari. Si tratterà di vedere come si assesterà il board nei prossimi anni.


Ora i passaggi dei prossimi mesi prevedono che dal primo gennaio Mori incorpori Brentonico e si vada avanti fino a maggio, quando ci sarà l'assemblea unica, con la convocazione degli organi dirigenti. Fino ad allora il presidente sarà Erman Bona, attuale presidente di Mori, con un vicepresidente di Brentonico da scegliere tra quattro membri del Consiglio d'amministrazione, tra cui l'attuale presidente Cristian Perenzoni. Poi, da maggio 2015, per tre anni, ci sarà l'assemblea di tutti, anche se la presidenza sarà riservata a Mori per il primo mandato, con vice un membro di Brentonico. Il nuovo Cda avrà sei membri espressi dalla Cassa di Mori, altri quattro di Brentonico e tre della Rurale Valle di Gresta, che è già nella Rurale di Mori. Tutta da vedere la partita sul presidente, perché Erman Bona si è lanciato per la corsa alla presidenza della Cantina di Mori e dunque a capo della Rurale potrebbe ritrovarsi qualcun altro.


Certo non sarà semplice per la nuova Cassa uscire dalle difficoltà. Difficoltà non solo di tenuta, perché le sofferenze potrebbero essere in qualche modo superate dalla nascita di una Cassa decisamente più grande e più forte, ma difficoltà anche di gestione, testimoniate anche due mesi fa dalla sanzione inflitta a direttore, presidente e consiglio d'amministrazione della Rurale di Brentonico da parte di Banca d'Italia che ha multato ognuno di loro tra undicimila e quindicimila euro per non aver agito tempestivamente contro la crisi. In realtà, proprio Brentonico sarebbe in salute, ma è evidente che è tutto il sistema del credito ad avere difficoltà

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