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Faggi monumentali a Somator:

piante che hanno due secoli

valorizzate dal Comune di Mori

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Alpinbeta

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Il Trentino è ricco di alberi monumentali. Fra questi, i faggi secolari costituiscono un vero tesoro: le faggete che i nostri antenati sfruttavano come «giacimento» di legna da ardere, sono oggi delle vere cattedrali di natura. Fra le più belle, ci sono le faggete sul Monte Biaena, in Val di Gresta, intorno a Malga Somator  ed oggi il Comune di Mori intende valorizzarle.

Nell'ambito del progetto di recupero dei paesaggi rurali, previsto nel Fondo provinciale del paesaggio, il Comune di Mori punta a realizzare un intervento su una superficie di circa 2 ettari. Ci saranno taglio del sottobosco e del cespugliame, oltre alla realizzazione di zone libere dove poter intervenire con macchine operatrici per il futuro mantenimento dell’area. La giunta, su proposta dell’assessorato alla promozione del territorio, ha approvato il progetto esecutivo e l’intervento consentirà di valorizzare le piante monumentali presenti. Si tratta di faggi che superano i 2 secoli di vita.

Il Fondo provinciale garantisce fino a 15 mila euro per ettaro, inoltre viene riconosciuto un importo fino al 12% di quello complessivo delle spese ritenute ammissibili per i lavori. Mori ha ottenuto un finanziamento complessivo di 33.563,20 euro, di cui 26.046,86 per interventi, comprensivi di euro 783,36 per oneri della sicurezza, e 7.516,34 per somme a disposizione. La conclusione dei lavori è prevista per la fine di giugno.

È previsto l’esbosco a valle del rifugio – per circa 2500 mq - e a ovest, sotto strada verso località Nagustel, ripristinando il precedente assetto di pascolo alberato. L'area a ridosso del rifugio si sta imboschendo con l’avanzare dei noccioli; l'altra area (17.500 mq), ha un “soprassuolo boschivo” creato in parte dall’evoluzione naturale e in parte da rimboschimenti artificiali iniziati negli anni Settanta.

Qui è presente una quarantina di faggi monumentali: alcuni hanno diametri superiori al metro (104, 127, 153 centimetri) e “diametro di insidenza” di 23 metri, ovvero 415 metri quadrati di proiezione a terra della chioma; le altezze sfiorano i 30 metri. Sono piante di 200 - 250 anni, con massa fra i 100 e i 140 quintali. Quest’area ha tutte le caratteristiche per essere considerata una "faggeta vetusta", dunque con livelli di qualità ambientale e biodiversità di eccellenza. La Direttiva Habitat e la Strategia Pan-Europea della Diversità Biologica e Paesaggistica considerano questi ambienti oggetto di protezione e lo stesso fa l’Unesco che ha già individuato, in Italia, 10 foreste vetuste da elevare al rango di Patrimonio dell'Umanità. Tra le loro peculiarità c’è la presenza di molte "piante habitat" dove vivono moltissime specie, anche rare (uccelli, mammiferi, insetti, funghi, licheni).

A lavori conclusi si avrà ampia visuale sulla media Vallagarina: dal Monte Baldo alla Lessinia, dalle Piccole Dolomiti al Pasubio e fino alla Vigolana. (foto: Alpinbeta)

 

 

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