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Il tombolo di Luserna

conquista Roma

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Gli italiani Altrove è stato il titolo dell’incontro organizzato dal ministero per i Beni e le attività culturali a Roma al quale hanno partecipato le minoranze linguistiche mochena e cimbra. Un evento che vanta il patrocinio della commissione nazionale italiana Unesco e della società Dante Alighieri e mette in luce la realtà storica e contemporanea delle minoranze linguistiche d’Italia con il loro patrimonio culturale, proponendone un’immagine vitale e dando spazio a letteratura, musica e tradizioni alimentari. Seguite le esibizioni della Corale polifonica Cimbra di Luserna e del gruppo folkloristico mòcheno Palaier Learmusikantn. L’appuntamento ha visto anche la partecipazione dei linguisti dell’Università di Trento Ermenegildo Bidese e Federica Ricci Garotti, che hanno illustrato le caratteristiche delle due lingue. I Cimbri e i Mòcheni del Trentino sono stati presentati da esponenti dell’Istituto cimbro di Luserna e dell’Istituto culturale mòcheno. I rispettivi direttori, Anna Maria Trenti Kaufman e Mauro Buffa, assieme a Fabio Scalet, dirigente del dipartimento affari istituzionali della Provincia, hanno parlato degli strumenti di tutela delle minoranze, delle criticità attuali e delle prospettive future. Si è citato l’accordo Degasperi-Gruber del 1946, e lo Statuto di Autonoimia del 1971. I cimbri che abitano a Lusérn sono pochi, forse meno di 200 persone che cercano di rimanere ancorati alla loro terra. È stata presentata la cultura di un popolo, la sua vivacità intellettuale, la sua propensione a idealizzare un mondo migliore. Un popolo che ha nelle soffitte impolverate ancore le valigie di cartone e che non dimentica le «opzioni» e che cammina a testa alta verso il suo futuro. Luca Zotti, chef del Lusernarhof, ha voluto strabiliare tutti con la sua cucina fatta di storia, di ricerca, di radici profonde e di tantissimo studio. I piatti tipici cimbri che raccolgono anche il sapore delle lacrime, della sofferenza, di una montagna che lentamente si aggrappa ai sogni per sopravvivere. Barbara Pierpaoli, maestra di tombolo, ha portato tra il Colosseo ed i Fori Imperiali il legame tra l’arte del fusello e lo sguardo delle donne cimbre. Un tutt’uno tanto che si racconta che parte dell’abito nuziale della principessa Sissi fosse stato confezionato dalle abili mani delle merlettaie di Luserna. L’arte del fusello per un periodo ha costituito bene universale e sostentamento economico per queste terre alte. Una minoranza linguistica non è solo un valore culturale che va oltre ogni immaginazione essa è un patrimonio, un tesoro da conservare.

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