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Turismo: tutti insieme

per il Pasubio

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Dal rifugio Vincenzo Lancia al Papa. Dalla selvaggia valle di Terragnolo alle malghe della Vallarsa e di Trambileno, passando per forti, gallerie, paesaggi lunari e boschi incontaminati. Al centro, un massiccio dal nome evocativo, il «Pasubio», gruppo montuoso di confine sul quale si inerpicano le frazioni e le contrade di cinque Comuni: Vallarsa, Trambileno e Terragnolo sul versante Trentino, Posina e Valli del Pasubio su quello Veneto. Cinque Comuni che ora, dopo anni di iniziative condivise, attività di formazione e progetti assieme, hanno dato vita ad un nuovo marchio territoriale: «Pasubio. Crescendo di emozioni».
 
Un logo, colorato e raffigurante il profilo stilizzato della montagna, che d’ora in avanti potrà essere usato dalle amministrazioni, ma (su richiesta) anche da associazioni e i privati, per identificare eventi e manifestazioni di carattere turistico e culturale, oltre che i prodotti alimentari e artigianali del territorio. «È molto importante - ha sottolineato Stefania Costa, assessore al turismo di Vallarsa, durante il lancio del marchio alla fiera di San Luca - per Comuni piccoli come i nostri puntare a una promozione sinergica del territorio. Indispensabile per noi concentrarci su questa montagna, il Pasubio, che è conosciuta, per le vicende della Grande Guerra, in tutto il mondo. Altrettanto importante è farla conoscere nella sua completezza, dalla vetta con la sua zona sacra, agli abitati del fondo valle».
 
«Il Pasubio non è solo le 52 gallerie, percorse ogni anno da migliaia di escursionisti. Anche tutto il resto è incredibile - le fa eco il collega di Terragnolo Marco Schönsberg -. Pensiamo che promuovere il Pasubio, una delle più selvagge e significative montagne del basso Trentino, come un’unica entità sia una mossa vincente. Al giorno d’oggi, in un mercato turistico dove la competitività è molto forte, è fondamentale unire le forze e promuovere il territorio per ambiti. Da soli è difficile. Ecco il perché di un marchio, spendibile anche fuori, che faccia da collante tra i cinque Comuni e traino per il turismo».
 
Dal punto di vista sia ambientale che storico, il Pasubio non ha da invidiare nulla ad altre montagne: due grandi argomenti - bellezza naturalistica e valore simbolico - che convivono simultaneamente, in un’unica e sfaccettata montagna, ricca di ambienti ed esperienze diverse. Si passa dalle guglie e le forre del versante meridionale ad ampie conche prative, spesso usate come pascoli, fino alle zone monumentali a ricordo di chi perse la vita combattendo lassù. Sfogliando la nuova brochure, a cui verrà verrà affiancato a breve anche il sito internet, non è difficile riconoscere, tra le oltre 40 stupende fotografie, forte Pozzacchio, l’ossario del Pasubio e luoghi della spiritualità come l’eremo di San Colombano, la chiesetta di Santa Maria Maddalena, a Terragnolo. E ancora la Strada degli Eroi, i Denti italiano e austriaco e tante altre tracce della guerra: ovunque la superficie del Pasubio segnata dai crateri delle bombe, scavata dalle trincee e i camminamenti, ora luoghi di pace. Caratteristiche le valli laterali, impervie e disseminate da decine di micro-frazioni che offrono interessanti punti d’appoggio e infinite possibilità di accesso alla parte più alta del massiccio.
 
Sull’opuscolo fresco di stampa, - una trentina di pagine che raccontano in maniera emozionale il Pasubio e le sue valli - anche una piccola mappa della zona e tutti i riferimenti per dormire e mangiare: b&b, alberghi, rifugi in quota e altri punti di ristoro per escursionisti, sportivi e famiglie. «L’idea - aggiunge l’assessora Chiara Comper, che ha seguito la nascita del logo per Trambileno - è quella di mantenere unito, raccontare e ridare identità ad un territorio, decentrato e di confine, ancora incontaminato e poco conosciuto, creando economia attraverso un turismo lento e rispettoso».

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